James, un bimbo autistico e Mahe, il suo Labrador: una storia speciale

Ci sono storie speciali proprio come quella di James e Mahe: un bambino, un cane e la loro straordinaria amicizia, che va oltre ogni forma di comunicazione verbale

Da sempre si parla della incondizionata fedeltà del cane verso il proprio padrone. Questa storia che vi raccontiamo ha dell’incredibile e non fa altro che aggiungere valore a questa convinzione. I protagonisti sono un bambino autistico di nove anni di nome James Isaac ed il suo inseparabile Labrador, nero, dolcissimo ed acuto di nome Mahe. Il legame che tiene stretti entrambi è indissolubile: l’uno non può fare a meno dell’altro. Ed è per questo che Mahe non ha potuto in alcun modo non seguire il suo padroncino anche nell’ospedale pediatrico di Wellington, in Nuova Zelanda, dove il bambino è stato ricoverato.

Mahe guarda con i suoi grandi ed innocenti occhioni il piccolo James. Non distoglie neanche per un secondo il suo sguardo da lui. Lo osserva con attenzione, lo difende, lo coccola in ogni istante e James può stare davvero tranquillo. Il Labrador sappiamo che è stato addestrato da cucciolo per fare tutto questo e prendersi cura di James. Il meraviglioso rapporto tra il bambino e il cane lo conosciamo ancora meglio attraverso le bellissime immagini che stanno facendo attualmente il giro del web. Sono state caricate sullo spazio del social Facebook creato con il nome del piccolo James Isaac. Si tratta nello specifico di una serie di fotografie scattate da Louise Goossens appunto in ospedale.

Le istantanee, definite dai più “letteralmente parlanti”, mostrano in primo piano momenti particolari e dolcissimi tra James e Mahe. Il labrador dal musone tenero appare quasi aggrappato al suo padroncino, come per dire “guai a chi mi smuove dal letto su cui si trova il mio James”. Mahe vuole stare con lui continuamente anche in occasione di esami importanti come una risonanza magnetica alla quale viene sottoposto il bambino. Lo scrittore britannico James Herriot affermava convinto: “Dicono che gli animali non hanno un’anima. Bè, io non ci credo. Se avere un’anima significa essere in grado di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani”. Nel vedere le immagini tra James e Mahe è impossibile non commuoversi.

Da questa storia si evince ancora una volta quanto l’amore di un cane può fare per piccoli in difficoltà. E’ questo infatti un altro esempio che ci fa comprendere come la pet therapy , la dolce terapia basata sulla iterazione tra bambino e cane, sia capace di realizzare veri e propri miracoli. Come nel caso di James la presenza di Mahe offre la possibilità di riuscire a migliorare e consolidare un rapporto emotivo a tre: paziente-animale-medico. A parlare per la prima volta di pet therapy fu, nell’anno 1960, Boris Levinson, psichiatra infantile. Lo stesso Levinson infatti applicò sui suoi pazienti le teorie sui benefici della compagnia degli animali.

James, un bimbo autistico e Mahe, il suo Labrador: una storia sp...