Il ragazzo che ha scoperto come usare Siri per fare Beatbox

Il talento e la genialità di questo ragazzo americano hanno fatto in modo di rendere il proprio smartphone uno strumento musicale con cui fare beatbox

Ormai gli smartphone riescono a fare una moltitudine di cose diverse, e ogni modello è sempre più completo del precedente. Questo ragazzo tuttavia è un vero genio: utilizzando l’assistente vocale del proprio iPhone, il famoso Siri, riesce a creare un duetto musicale, dove è il telefono stesso a fare da base mentre lui, con la bocca, crea le percussioni. il video in pochissimo tempo è diventato virale sulla pagina Facebook del beatboxer Marcus Perez, ottenendo oltre venti milioni di visualizzazioni.
L’idea alla base della realizzazione è molto semplice, tuttavia nessuno ci avrebbe pensato: L’artista chiede a Siri di svolgere un calcolo che ha come risposta una lunga serie di zeri. La ripetizione da parte della voce virtuale della parola “zero” crea una sonorità simile al basso della musica elettronica. A questo viene aggiunta l’abilità di Marcus, che improvvisa sul tema, creando un risultato stupefacente.

Il beatboxer, già famoso su internet anche prima di questo exploit con il suo smartphone, sta ora diventando una vera e propria celebrità del web, ed il beatbox con il telefono sembra quasi essere una nuova mania: Impazzano sulle varie piattaforme come Youtube o Vine imitazioni e rivisitazioni sul tema.
Sarà forse per quel tono particolarmente robotico eppure melodioso di Siri, che sembra prestarsi moltissimo al ruolo di “base” musicale. Di certo non è questo quello che si aspettavano alla Apple quando decisero di fornire, assieme all’ iPhone , un software di assistenza vocale, molto simile alle intelligenze artificiali presenti nei film di fantascienza.

Siri infatti è un software nato inizialmente per l’Iphone 4s, nel giugno del 2011, e poi implementato anche nelle versioni successive del noto smartphone, nonchè nell’iPad e nei più moderni iPod. Questo funziona tramite comandi vocali, risultando così intuitivo, immediato e facile da utilizzare: in piena sintonia con la filosofia Apple.
Svolge e velocizza una moltitudine di funzioni, decodificando gli ordini vocali dell’utente e rispondendo con la propria voce virtuale, tuttavia siamo abbastanza sicuri che quella di far musica non era una delle caratteristiche progettate originariamente, tuttavia ammiriamo la grande inventiva di questo ragazzo, che ci dimostra ancora una volta che la musica può nascere da qualsiasi cosa.

Immagini: Depositphotos

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