All’inferno e ritorno: “La musica mi ha salvato la vita”

La violenza tra le mura domestiche, la paura e poi il coraggio di dire basta. Giuseppina Torre oggi è una mamma felice e una pianista eccezionale. Ci ha raccontato la sua storia

Giuseppina Torre è una pianista di fama internazionale, ha ricevuto riconoscimenti importantissimi, ha appena pubblicato Life Book, il suo nuovo album, ha ripreso in mano la sua vita di donna, mamma e professionista dopo aver subito (e denunciato) violenza tra le mura domestiche. Abbiamo parlato per qualche minuto quando ci siamo incontrate la prima volta, per caso. L’ho ascoltata raccontare il dramma e la rinascita con la stessa, caparbia, lucidità. Quanto dolore e quanta forza, ho pensato. Mi è rimasto impresso il suo sguardo, consapevole del passato ma ben saldo nel presente. Ci siamo risentite a distanza di qualche giorno e siamo ripartite da quel dolore, dal 2015.

Quando hai realizzato che quello che stavi vivendo era un inferno e non una crisi coniugale?
Oggi posso dirti che anche quando eravamo fidanzati lui aveva lo stesso carattere irascibile e che adottava già la tecnica del silenzio. Qualsiasi discussione avessimo, a un certo punto io per lui scomparivo, diventavo trasparente. Fino a quando non chiedevo scusa, per cose che non avevo fatto. Purtroppo quando si è troppo innamorati e quando si idealizza una persona è così. Mi davo la colpa di ogni cosa e pensavo fosse giusto prendermi tutta la responsabilità. La tecnica dei manipolatori è questa. Ma l’ho scoperto solo dopo che ho smesso di vivere con lui, quando ho interrotto tutti i contatti. Quando ci sei dentro non ti rendi conto di nulla, sei un burattino nelle loro mani. Comandano la tua mente, le tue emozioni, ti fanno vedere le cose secondo la loro ottica.

A guardarti oggi, padrona della tua vita, sembra incredibile
Chi mi conosce e sa che persona sono, rimane sbalordito di come io possa aver subito tutto questo. Io stessa, adesso che ne sono uscita e mi sono disintossicata, perché in effetti è come se ti iniettassero un veleno che ti intorpidisce la mente, è come se vedessi un’altra me in quella situazione. Quando sei all’interno di un rapporto così, vivi quel quotidiano, non ti rendi conto del male che ti fanno. Perché ti trattano come una nullità e ti fanno sentire totalmente sbagliata. Uno zerbino.

Poi sono arrivati i premi. Mentre lui soffocava tutto di te, il mondo scopriva la tua arte
Il momento in cui ho preso consapevolezza di me è stato quando ho ricevuto riconoscimenti e attestati di stima da parte di personaggi molto importanti del mondo della musica. Lì ho cominciato a capire che valevo qualcosa. E lui – di conseguenza – è cambiato, non potendo più negare l’evidenza del mio successo. All’improvviso sono diventata una dea. Ma solo fino a che non succedeva qualcosa che andava contro le sue aspettative o non rientrava nella sua logica. Allora era di nuovo l’inferno.

Poi le umiliazioni e i silenzi sono diventati qualcos’altro
Dopo il secondo episodio di violenza fisica mi sono resa conto che non sarei uscita viva da quella casa. Vedermi di nuovo sicura di me e indifferente al suo silenzio, non sentirmi più chiedere scusa per qualunque cosa, lo mandava fuori di testa. Voleva controllare il mio cellulare, voleva sapere chi mi scriveva, chi mi telefonava. Quando mi sono rifiutata, è scattata la prima violenza, gravissima. Poi una seconda, altrettanto pesante. Non so come ho fatto a scappare. Quando sono uscita di casa, non sono più tornata indietro. Purtroppo, mentre ero dai carabinieri per fare la denuncia, lui è andato a prendere mio figlio Emanuele a scuola e l’ha portato con sé. Sono stata ricoverata in ospedale e lui lo ha convinto che lo avevo abbandonato.

Dieci giorni da incubo lontana da tuo figlio e poi…
Poi ho dovuto recuperare il rapporto con lui perché suo padre gli aveva raccontato una serie di cose non vere. Ho dovuto riconquistare il suo amore, ci sono riuscita piano piano. Poco dopo sono stata operata per un fibroma all’utero per cui ho dovuto affrontare una lunga riabilitazione. Tutto questo senza avere più una casa né un centesimo.

La donna che sei oggi passa attraverso l’amore per Emanuele, il sostegno della tua famiglia e la passione per il pianoforte
Sì. La mia famiglia mi è stata sempre accanto, ha appoggiato la mia decisione di andarmene di casa. I miei genitori avevano colto dei segnali già prima che esplodesse la violenza del mio ex marito. Avevano notato qualcosa nel modo in cui mi guardava. Anche gli amici più cari che frequentavano la nostra casa avevano capito che qualcosa non andava perché a volte se ne usciva con frasi poco felici o mi ignorava del tutto. Poi ho incrociato Fatima Dell’Andro, l’artefice della mia rinascita artistica. È stata lei a spingermi a non mollare. Ha aspettato che mi rimettessi in piedi e mi ha portato da Riccardo Vitanza, colui che ha lanciato Giovanni Allevi. Da lì è ricominciato tutto ed è nato “Life Book”

Cosa auguri a Giuseppina da qui in avanti
Di vivere sempre con la musica e per la musica. E soprattutto di avere questa serenità e questa pace nel cuore. La musica mi ha salvato. Nella musica mi sono rifugiata e ho trovato la mia isola felice. Ma penso alle donne che stanno subendo quello che ho subito io e che non hanno la fortuna di avere un’ancora di salvezza o l’appoggio della famiglia. Sono una donna strafortunata.

Life Book” (pubblicato da Decca Records e distribuito da Universal Music Italia) racchiude 10 composizioni inedite, con musiche composte ed eseguite da Giuseppina Torre, che raccontano le suggestioni, i pensieri e il vissuto dell’artista negli ultimi anni, come un vero e proprio “racconto di vita” in musica.

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