La storia di Gisele, nata sola e prematura, adottata dall’infermiera Liz

Lieto fine per la piccola Gisele, nata prematura e con diversi problemi di salute, ora felice e in via di guarigione grazie alla sua mamma adottiva.

La storia di Gisele, nata prematura e adottata da una delle infermiere dell’ospedale dove era ricoverata, il Franciscan Children’s Hospital di Brighton in Massachussets, è diventata famosa in tutto il mondo.

La piccola presentava diversi problemi di salute, probabilmente relativi alla tossicodipendenza della madre e in più, durante i cinque mesi in cui è stata ricoverata non ha ricevuto nessuna visita. Era quindi destinata a un difficile percorso tra case famiglie e affidi, quando è arrivata l’infermiera pediatrica Liz Smith.
Le due si sono incontrate nel 2016, dopo il trasferimento della piccola, allora uno sottopeso ma con dei vivaci occhi azzurri, nell’ospedale dove lavora la donna.
Tra di loro è stato da subito amore a prima vista, da quando lo staff sanitario, che trattava la neonata con un occhio di riguardo, vista la sua situazione, ha suggerito la Smith per l’affido per motivi medici, visto che Gisele aveva bisogno di una casa nelle condizioni adatte per continuare le cure.

Già dal primo incontro Liz era rimasta molto colpita dallo sguardo vivace della piccola e, come ha dichiarato lei stessa durante un’intervista alla CNN, fin da subito sapeva di voler essere la sua mamma. Grazie a Gisele ha potuto coronare il suo sogno di avere una famiglia, possibilità che fino ad allora le era stata negata a causa di diversi problemi di infertilità che hanno reso vani anche i diversi trattamenti a cui si è sottoposta per rimanere incinta.

L’adozione non è stata immediata, ma ha seguito un inter parecchio lungo, la donna ha descritto questo procedimento ai microfoni della CNN parlando di “montagne russe emotive”. All’inizio l’affido era nato con lo scopo finale poi di un ricongiungimento con i genitori naturali. Proprio per facilitare questo passaggio loro avevano avuto la possibilità di vedere la bambina durante diverse visite con supervisione, che sono diventate, però sempre meno frequenti nel tempo.
Il papà e la mamma biologici avevano in progetto di “rimettersi in carreggiata” e di prendersi la responsabilità della bambina, ma non erano per niente ostili all’affido iniziale, anzi, secondo Liz, erano molto contenti degli evidenti miglioramenti nella salute della piccola.

Dopo diversi mesi di osservazione, il giudice, ha tolto loro i diritti genitoriali, perché non in grado di prendersi adeguatamente cura della piccola, che è stata legalmente adottata dall’infermiera Liz e ha preso anche il suo cognome. Ora la bambina ha due anni, la sua salute è stabile e in continuo miglioramento, nonostante venga ancora alimentata tramite un sondino, e cresce circondata dall’amore della sua mamma adottiva.

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