Per la foto del buco nero dobbiamo ringraziare soprattutto lei: Katie Bouman, orgogliosamente donna!

Se c'è qualcuno che dobbiamo ringraziare per la foto del buco nero, quella è Katie Bouman e vi spieghiamo perché

Giovanissima, geniale, ma soprattutto donna: Katie Bouman è la ricercatrice che ha cambiato la storia. La prima foto del buco nero infatti ha un’origine tutta al femminile: l’elaborazione dell’immagine è stata possibile grazie a lei.

29 anni, una carriera brillante e una passione per lo Spazio, Katie è diventata l’idolo di milioni di persone e un esempio per tantissime donne che sperano di realizzare i loro sogni. Questa giovanissima ricercatrice, originaria del Michigan, ha consentito di creare quella che è stata definita “la foto del secolo”.

Oggi che il mondo scientifico (e non) la acclama e che sui social tutti parlano di lei, Katie si gode il successo, ancora incredula di fronte a quanto accaduto. È stata proprio lei a ideare l’algoritmo che ha permesso di elaborare i migliaia di dati raccolti dall‘Event Horizon Telescope e serviti per produrre la prima immagine dell’ombra di un buco nero.

Dopo l’annuncio, quando la foto era ormai ovunque, Katie Bouman ha condiviso su Facebook uno scatto che vale più di mille parole. Nell’immagine è incredula di fronte allo schermo del suo computer, fiera e profondamente felice. “Guardo incredula la prima immagine di un buco nero che ho ricostruito” ha commentato la giovane ricercatrice, che in pochi minuti ha ottenuto migliaia di condivisioni.

Assistente professore presso la California Institute of Technology, Katie si è fatta strada nel mondo della ricerca grazie ad una grande passione e alla voglia di cambiare il mondo. Il suo lavoro è durato circa tre anni, durante i quali ha collaborato con oltre 200 scienziati. “Katie è stata una parte fondamentale del team” ha spiegato Vincent Fish, ricercatore dell’Osservatorio Haystack del MIT, mentre la studiosa ha dato merito anche al lavoro dei colleghi: “Nessuno di noi avrebbe potuto farlo da solo – ha detto -. Ci siamo riusciti grazie a un sacco di persone diverse con percorsi diversi”.

Chissà se Katie immaginava che sarebbe andata a finire così quando, ben tre anni fa, creò un algoritmo per cercare di elaborare la bellezza di 4 Petabytes (Pb) di dati (ben 4000 Terabytes) raccolti da giganteschi radiotelescopi distribuiti sulla Terra. Se oggi potete ammirare per la prima volta il buco nero al centro della misteriosa galassia VirgoA, rimanendo a bocca aperta per lo spettacolo, è lei che dovete ringraziare.

Katie Bouman

Katie Bouman – Fonte: Facebook

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