A tutti gli studenti: “Non siete i voti che avete preso, siete molto di più”

Enrico Galiano, scrittore e professore ha postato una frase che ha fatto incetta di like e condivisioni. “Ricordate: non siete i voti che avete preso: voi siete molto di più”

Enrico Galiano, classe ’77 di Pordenone, scrittore (di due bei libri sugli adolescenti) e soprattutto professore molto amato dai suoi alunni, nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia, grazie al suo metodo di insegnamento poco convenzionale. Riassunto dal suo motto: “Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti”.

Enrico, molto attivo sui social, nei giorni in cui stanno per uscire o sono appena uscite le pagelle, ha tenuto a dire a gran voce un concetto che ripete da tempo.

In questi giorni sono uscite le pagelle. Una cosa, una sola: Non siete i voti che avete preso, o che prenderete. Qualsiasi voto sia, siete molto di più. Fine

Il post ha fatto incetta di like e condivisioni e scatenato commenti di ogni tipo, positivi ma anche critici.

“Giustissimo, i voti andrebbero tolti”, “I voti sono comunque strumento dell’impegno svolto dal bambino ed è giusto insegnare loro il concetto della meritocrazia”. E ancora: “Purtroppo siamo tutti dei numeri in questa società, da quando andiamo a scuola in avanti”.

Voti sì, voti no, il succo del post di Enrico va oltre, vuole dire altro. Che fermo restando l’importanza della valutazione, il voto non fa la persona.

Come scrive una utente nei commenti: “Non è il voto che fa la persona. Ai ragazzi va spiegato che la vita, scolastica e non, è fatta anche di giudizi. Giusto. Ma va loro detto che, spesso, il giudizio di uno, o di pochi, non è quello Universale”.

E ancora un altro commento: “Un mio prof alle superiori , prima di cambiare scuola, ci ha lasciato un biglietto in cui ci scriveva che a scuola ognuno di noi aveva i voti che aveva ma nella vita eravamo tutti da 10 e lode“.

Il problema è che spesso la pagella diventa spesso strumento di competizione, confronto. E viene usata dagli stessi genitori per stabilire delle gerarchie. “Sono tutti malati di voti e con la voglia suprema di veder primeggiare il proprio figlio! Per poi postarlo su Facebook ovvio”

Eppure basterebbe stamparsi bene in testa ile parole di questa insegnante, che scrive: “Quando guardo negli occhi un mio studente non vedo un voto, ma tutte le sue potenzialità che spesso vanno ben oltre…”

A tutti gli studenti: “Non siete i voti che avete preso, siete molto...