Emilia Kamvisi, la nonna greca candidata al Nobel per la Pace

Insieme alle sue amiche continua ad aiutare i profughi che arrivano a Lesbo, offrendo loro cibo, coperte e un abbraccio

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Emilia Kamvisi e le sue amiche mentre dà il biberon a un bimbo siriano – Fonte: Twitter

Emilia Kamvisi è una signora anziana che vive sull’isola di Lesbo. E’ candidata al Premio Nobel per la Pace perché nell’Europa che chiude le frontiere lei, insieme ad alcune sue amiche, continua ad aiutare i profughi offrendo loro coperte, cibo e riparo.

Siamo pronti ad aprire di nuovo le nostre case e a condividere quel poco che abbiamo. Se non dovessimo avere niente gli regaleremo un abbraccio. Vogliamo vedere ancora i loro sorrisi, ci rendevano orgogliosi e felici.

Così ha risposto durante un’intervista dimostrando di essere decisamente controtendenza rispetto agli accordi sui migranti stabiliti tra Grecia e Turchia.

Emilia è diventata un simbolo in Rete grazie a una foto che la ritrae insieme alle amiche Maritsa e Stratia mentre è intenta a nutrire un neonato siriano con il biberon. Maritsa ha raccontato come è nato questo scatto a Tv2000:

Come tutti i pomeriggi eravamo in spiaggia per aiutare i profughi. A un certo punto abbiamo visto che c’era una mamma e un neonato con tutti i vestiti bagnati. Allora le abbiamo detto: ‘Fatti dare dei vestiti asciutti, ti teniamo noi il bimbo‘. Ma nel frattempo il bambino ha iniziato a piangere perché aveva fame. Allora ho detto a Emilia: ‘Vai a prendere un biberon con del latte’. All’inizio il bimbo non riusciva a bere perché il latte era troppo bollente. Così l’ho raffreddato con l’acqua del mare e il bimbo ha cominciato a bere. Quando è arrivata la madre vedendo la scena si è messa a ridere.

Poi ha ricordato che anche loro sono figlie di profughi e di come nel 1922 scapparono dalla Turchia per approdare a Lesbo. Avendo vissuto in prima persona le sofferenze dei profughi, lanciano un appello all’Europa:

L’Europa dovrebbe fare subito un tavolo per trovare una soluzione, non possiamo lasciare questa povera gente in mezzo al fango, tenerla chiusa con il filo spinato o rimandarla sotto le bombe.

Intanto Emilia con le sue amiche attende l’arrivo di Papa Francesco sull’isola il 16 aprile:

E’ bellissimo che un cattolico venga a difendere tanti musulmani. Fa bene. Siamo tutti sotto lo stesso cielo, con un solo Dio. Speriamo che il Papa possa mettere fine alle sofferenze dei profughi che si trovano a Idomeni, picchiati dalla polizia della Macedonia. Sono bambini, donne incinte e anziani come noi. E’ terribile.

 

Emilia Kamvisi, la nonna greca candidata al Nobel per la Pace