Donald Grey Triplett: la storia del primo uomo diagnosticato come autistico

La storia dell'autismo, pono nota ai più, inizia con la prima diagnosi, da parte del dottor Kanner, nell'allora bambino Donald Grey Triplette

La storia dell’autismo è poco nota ma è interessante sotto molti aspetti. Tra questi c’è il fatto che il destino di una persona autistica non è sempre lo stesso: il supporto della famiglia e della comunità possono fare la differenza.
La storia di Donald Grey Triplette è una di quelle che sono andate a buon fine. Anzi, che non sono ancora arrivate alla fine, dato che Donald Grey Triplette, primo paziente con diagnosi di autismo, è ancora vivo.
Lo si può trovare a Forest, Missisippi, dove vive la sua vecchiaia nella casa dove è cresciuto con i suoi genitori.

A Donald Grey Triplette viene diagnosticato l’autismo già da molto giovane grazie allo psichiatra Leo Kanner, che si rende conto di trovarsi di fronte a un disturbo diverso da qualsiasi classificazione allora esistente. Il bambino è straordinariamente intelligente e ha una memoria fuori dal comune, ma non ha vere e proprie interazioni con le altre persone, e può passare giorni a ripetere la stessa parola o frase meccanicamente.

Prima della diagnosi, alla sua famiglia si consiglia di lasciarlo in un istituto, ma non solo: il tragico consiglio è quello di dimenticarsi del bambino e andare avanti con la loro vita. Ma mamma e papà di Donald vanno a trovarlo almeno una volta al mese, fino a che decidono di riportarlo a casa. Questa è probabilmente la scelta migliore, perché lo portano dal dottor Kanner, che gli diagnosticherà l’autismo – allora chiamato sindrome di Kanner – e con un po’ di spinta e di attenzione Donald riesce a frequentare la scuola con ottimi risultati.

Oggi Donald Grey Triplette vive dove è nato e cresciuto, circondato da una comunità che è molto affezionata a lui, e che è molto protettiva nei suoi confronti. È interessante dare un’occhiata ai suoi vecchi annuari, perché è chiaro che Donald non è mai stato discriminato per le sue stranezze: al contrario, i compagni ritenevano che fossero un chiaro segno della sua genialità. Ci sono anche alcune dediche particolarmente dolci da parte di qualche ragazza.

Donald non ha mai imparato a esprimersi come fanno le persone non affette da autismo, ma ha trovato un modo per interagire con chi lo circonda, e non è raro che qualcuno dica che è un uomo di piacevole compagnia.

La storia di Donald Grey Triplette non ha una sola morale, ma ne ha tante. Sicuramente ha tanto da insegnare, non solo sulla storia dell’autismo, ma anche sul rapporto con la malattia mentale.
È evidente che discriminare non porta mai a nessun risultato, e che una famiglia e una comunità accoglienti, non giudicanti, e aperti all’ascolto sono una base concreta per chi è in qualche modo diverso per integrarsi e vivere una vita serena.

Immagini: Depositphotos

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