Diciottenne ha un tumore, i compagni di classe si vaccinano per proteggerlo

I 23 ragazzi della 5ª E del liceo "Amaldi" di Novi Ligure hanno ricevuto un encomio da parte del Consiglio regionale del Piemonte per il loro gesto

Si sono vaccinati tutti per proteggere il loro compagno di classe affetto da un tumore maligno alle ossa. Per il loro gesto, i 23 ragazzi della 5ªE  del liceo “Amaldi” di Novi Ligure – impegnati in questi giorni con gli esami di maturità – hanno ricevuto un encomio da parte del Consiglio regionale del Piemonte, consegnato dal presidente Nino Boeti. Il diciottenne Simone Dispensa lotta da circa due anni contro un osteosarcoma alla tibia destra. Il suo sistema immunitario è compromesso dalle terapie che ha seguito e una banalissima influenza potrebbe avere su di lui effetti devastanti. Per permettergli di tornare a scuola, riducendo i rischi, i suoi compagni di classe e i suoi docenti hanno deciso di immunizzarsi contro l’influenza.

L’incubo per Simone è iniziato nel 2016. Subito dopo la diagnosi, il giovane si è sottoposto a chemioterapia fino all’operazione, avvenuta a dicembre dello stesso anno. Le lunghe e difficili cure a Bologna lo hanno tenuto spesso lontano dalle lezioni. In seguito, da una serie di controlli è emersa una leggera crescita di micronoduli nei polmoni del ragazzo e, per questo, i medici gli hanno vivamente consigliato di restare a casa, evitando qualsiasi rischio. Per un certo periodo gli insegnanti dell’ospedale “Rizzoli” e quelli del liceo “Amaldi” lo hanno seguito. La professoressa di Scienze del ragazzo, Monica Lupori, ha spiegato ai suoi studenti i rischi che correva Simone e il perché non poteva recarsi a scuola. Poi li ha informati sull’importanza dell’immunità di gregge, che impedisce agli agenti infettivi di circolare. La proposta di vaccinarsi in blocco è stata accolta con entusiasmo dagli allievi che nel novembre del 2017 sono andati all’Asl. “È stato un gesto di generosità e di responsabilità, non scontato in un momento storico in cui si fa tanta propaganda contro i vaccini», ha raccontato Katia Labellarte, la madre di Simone. “Ora fortunatamente i medici stanno trattando Simone in regime di day hospital e deve andare nel capoluogo emiliano solo una volta ogni venti giorni”. La nobile iniziativa della  5ªE del liceo “Amaldi” è arrivata alle orecchie dell’allora Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, che ha telefonato ai ragazzi per complimentarsi e su Facebook ha definito la vicenda “un esempio di senso civico e generosità”.

In un momento così difficile per il sistema scolastico, in cui gli episodi di discriminazione e bullismo sono all’ordine del giorno, il gesto di responsabilità, amicizia e solidarietà di questi ragazzi assume ancora più valore. La vicinanza e l’affetto dimostrati da docenti e ragazzi ha commosso la famiglia del ragazzo. “Gli alti e bassi ci sono sempre”, ha detto la madre. “Ma il loro calore è un antidoto importante per sentirsi meno soli, quando la salita sembra troncare il respiro”.

 

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