Il chirurgo salva due volte la vita del papà: la commovente lettera delle figlie

Un chirurgo salva il loro papà operandolo due volte, ecco la lettera di ringraziamento delle figlie

Non capita tutti i giorni di essere operati due volte dallo stesso chirurgo a distanza di venti anni e di poter riabbracciare le proprie figlie.

Ma il coraggio e la determinazione di un paziente non conoscono limiti e unite alla bravura di un medico, possono davvero fare la differenza. È ciò che è accaduto al signor Pietro Alborghetti, 84 anni e di origini bergamasche. Nato in una famiglia con un elevato rischio di cardiopatie, il signor Pietro viene colpito da un primo infarto all’età di 45 anni. Ne segue un altro a distanza di un paio di anni. Le sue condizioni sono critiche al punto che necessita di interventi chirurgici al cuore, delicati.

A raccontare questa storia, che pur nella sua drammaticità, svela un piacevole lieto fine sono le due figlie del signor Alborghetti. Entrambe orgogliose per la forza interiore del loro papà, ma allo stesso tempo riconoscenti e con occhi pieni di ammirazione per il chirurgo che lo ha salvato per due volte, le ragazze hanno scritto una lettera, pubblicata sull’Eco di Bergamo, che racconta i tratti salienti di questa storia.

“Scriviamo questa lettera per raccontare una storia che nostro padre anziano non riuscirebbe a fare, per una serie di motivi non solo legati alla sua età, ma con la certezza che ogni nostra parola sia totalmente condivisa da lui. Trovare le parole giuste, per raccontare la sua storia e per ringraziare qualcuno in modo sincero e profondo, in quest’epoca di social, di comunicazione esasperata e spesso sterile, risulta un’impresa davvero ardua”.

Inizia così la lettera delle due ragazze, che prosegue con il racconto dei primi due infarti, avvenuti in tempi ravvicinati. Il papà viene trasportato agli Ospedali Riuniti di Bergamo dove “Incontra per la prima volta sulla sua strada un giovane e promettente medico, il dott. Orazio Valsecchi che, con approccio umano e gentile ma con mano già sicura e professionale, lo opera salvando così la vita ad un altrettanto giovane padre di famiglia”.

Ma le difficoltà non sono terminate e “Nel corso degli anni nostro padre ha subito innumerevoli ricoveri e la sua vita è sempre stata segnata da grandi sofferenze ma la sua fortuna e la nostra, che ne seguivamo le vicende trepidanti, è stata quella di incontrare sempre medici con la M maiuscola! Veri professionisti, appassionati e impegnati nell’assolvere la loro “missione” con umanità e umiltà”.

Dopo un periodo di stabilità, le condizioni del papà si aggravano e “I medici che lo avevano in cura ci hanno chiaramente spiegato che, solo con la terapia medica, la prognosi era infausta ed entro pochi mesi si sarebbe spento. Nostro padre ha 84 anni, ma è una persona ancora molto lucida e con una grande voglia di vivere. Si è reso conto della gravità della sua situazione e con gli occhi imploranti ci chiedeva di fare qualcosa. Così quando i medici ci hanno prospettato, come ultima soluzione, un tentativo chirurgico di sostituzione della valvola aortica, con tecnica non cardiochirurgica ma mini invasiva di cardiologia interventistica, ancorché non priva di rischi, noi abbiamo accettato subito; soprattutto perché, informandoci, abbiamo saputo che l’intervento lo avrebbe effettuato il primario della Cardiologia interventistica dell’ospedale Papa Giovanni, con nostra grande sorpresa, abbiamo scoperto essere proprio lo stesso dott. Orazio Valsecchi”.

Una piacevole notizia per papà Pietro che si è rasserenato e ha affrontato con maggiore tranquillità l’intervento. “Ancora una volta i suoi passi si sono incrociati con quelli del dott. Valsecchi che con perizia ha effettuato, sul cuore di nostro padre, un delicatissimo intervento, che si è risolto nel migliore dei modi”.

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