95 anni e 4 autobus per partecipare al corteo antirazzista

La commovente impresa del neozelandese John Sato

A volte, l’età è solo un numero. Ecco quello che dovrà aver pensato John Sato, il 95enne neozelandese che ha voluto a tutti i costi partecipare alla manifestazione antirazzista organizzata a Auckland dopo gli attentati di Christchurch.

John fa fatica a camminare e per raggiungere il corteo ha dovuto prendere ben 4 diversi autobus. Un enorme sforzo per una grande causa, dare il suo prezioso appoggio alla manifestazione. Il neozelandese ultranovantenne ha infatti ammesso di essere rimasto davvero sconvolto dalla notizia dell’attentato, tanto da non riuscire più a dormire la notte e a non sentirsi tranquillo. Sentiva una speciale connessione con le vittime e la sofferenza che hanno provato durante l’attentato, per questo motivo non poteva mancare alla manifestazione.

L’attentato “protagonista” della manifestazione è quello di Brenton Tarrant, il 28enne australiano che ha commesso una strage in due moschee della Nuova Zelanda. Tarrant, che ha preso come esempio il killer norvegese di Utoya, Anders Breivik, si è definito un ecofascista e un suprematista bianco. Antisemita e razzista ha anticipato il suo attentato su un forum online underground e in diretta sui social network. Il motivo del folle gesto? Voler assicurare un futuro alla “sua gente“.

Una vera e propria strage che è rimasta nella testa dei neozelandesi, spaventati e terrorizzati dal clima di odio e di poca apertura nei confronti dello “straniero” che sta sempre di più maturando nella loro nazione. Le origini del manifestante John Sato sono miste: sua madre è scozzese e suo padre giapponese, una particolarità che forse è servita ancora di più a commuovere l’anziano uomo dalla grande voglia di combattere.

Una volta arrivato al corteo, vista l’evidente difficoltà a camminare, è stato aiutato da molti manifestanti che si sono dimostrati gentili e propositivi. Un poliziotto gli ha offerto una bottiglia d’acqua, altri lo hanno proprio aiutato a mantenersi eretto.

La fotografia di John Sato sorretto da un manifestante da una parte e da un agente dall’altra è già diventato un simbolo della non violenza neozelandese. Un vero e proprio messaggio di pace che racconta come, anche il piccolo gesto di un uomo ultranovantenne, possa diventare un forte urlo di ribellione contro gli orrori del terrorismo.

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