A casa di Elisabetta II: perché il principe Carlo rifiuta di vivere a Buckingham Palace

La sede ufficiale del Monarca inglese si estende per 77mila m² e conta 775 stanze. Ma gli ambienti sono vecchi e bisognosi di un pesante restauro

Come vuole la tradizione, la Regina Elisabetta II vive a Buckingham Palace, una vera e propria reggia di 77.000 m² nel cuore di Londra. Fu la Regina Vittoria, che regnò dal 1837 al 1901, a istituirlo come residenza ufficiale della Corona. E da allora è rimasta tale.

Il Palazzo comprende 775 stanze di cui 19 di rappresentanza, 52 camere da letto principali, 118 camere per la servitù, 92 uffici e 78 bagni. L’ambiente più grande è la sala da ballo che misura 36,6 metri di lunghezza per 18 metri di larghezza e 13,5 metri di altezza. La residenza è dotata di splendidi giardini che si estendono per 42 acri dove vivono circa 30 specie differenti di uccelli e più di 350 tipologie di fiori selvaggi, alcuni molto rari.

Naturalmente, una reggia di tali dimensioni richiede molti lavori di manutenzione, anche parecchio costosi. Un problema piuttosto grave che ha portato il Principe Carlo, erede al trono, ad affermare che quando sarà Re non andrà a vivere a Buckingham Palace. Basti pensare che le pareti non sono state più dipinte dal 1952, i boiler hanno 33 anni e 33 metri di tubo sono costituiti da materiale velenoso. E così quando un idraulico è andato a riparare il bagno della Regina, ha tirato la vecchia catena e gli è caduta addosso la vaschetta. Quando Elisabetta prese possesso della reggia, le cose erano molto peggio: le stanze erano gelide, il vento sibilava dalle fessure delle finestre e topi e scarafaggi scorrazzavano ovunque.

Tutti elementi che scoraggiano Carlo a traslocare. Meglio rimanere a Clarence House e fare di Buckingham Palace un museo per i turisti.

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