Mia Martini, artista fragile e tormentata divenuta immortale

Ventidue anni fa moriva Mia Martini, una delle voci più belle nella storia della musica italiana, artista fragile e tormentata

Fragile, intensa e immortale: Mia Martini è una delle cantanti italiane più amate di sempre. La sua voce, forte e inconfondibile, e le sue canzoni, da “Minuetto” ad “Almeno tu nell’Universo”, hanno segnato un’epoca e ancora oggi sono apprezzate persino da chi Mimì non l’ha mai conosciuta. Una storia, la sua, difficile e tragica, che racconta la parabola umana di una donna speciale e di una grande artista, terminata quel maledetto 14 maggio 1995 quando il manager Nando Sepe entrò nell’appartamento di Cardano al Campo in provincia di Varese e trovò il suo corpo senza vita.

Mia Martini era distesa sul letto, con le cuffiette del walkman sulle orecchie e quella che è stata definita “un’espressione serena”. Mimì era morta due giorni prima. Secondo i medici ad ucciderla fu un arresto cardiaco dopo una dose di cocaina, per Loredana Berté furono le botte di quel padre padrone che la stessa cantante aveva descritto in un’intervista ad Enzo Tortora, per tanti altri invece a fermare il cuore della Martini furono le maldicenze e l’invidia della gente.

Nel 1985 quelle voci insistenti, quella “jella” che le avevano cucito addosso, la portò alla depressione e alla decisione di abbandonare le scene. Lei, così fragile e sola, abbandonata da tutti, si allontanò dalla musica e da quel mondo che aveva sognato da quando, a soli 5 anni, aveva iniziato a suonare il pianoforte.”Ho sempre avuto attorno gente che mi lodava non per quello che sono, ma per quello che potevo rendere loro – raccontò più tardi parlando di quei momenti -. Nel mondo dello spettacolo tutti cercano di stritolarti, di infangare la tua dignità. E, alla fine, siamo noi che ne rispondiamo davanti al pubblico, con la nostra faccia”.

Ma il talento non si può fermare e nemmeno la passione per la musica che bruciava dentro Mimì e così nel 1989 la cantante ritornò a Sanremo con “Almeno tu nell’Universo”.  “Erano sette anni che non potevo più fare il mio lavoro, per cui ho avuto dei momenti di grande depressione – svelò tempo dopo ricordando l’esibizione -. E in quel momento ho sentito “fisicamente” questo abbraccio totale di tutto il pubblico, l’ho sentito proprio sulla pelle. Ed è stato un attimo indimenticabile”. La sua voce forte, il suo dolore e la rabbia esplosero sul palco, regalandole il trionfo che meritava. Ma quella fragilità, quel male di vivere, non l’abbandonarono mai, conducendola, pochi anni dopo, verso quel tragico epilogo.

Mia Martini, artista fragile e tormentata divenuta immortale
Mia Martini, artista fragile e tormentata divenuta immortale