Desiderio e ormoni

La componente ormonale detta non poche leggi nella sfera del desiderio sessuale

Gli uomini per una volta tanto saranno d’accordo: quando si ha a che fare con le donne, niente è mai semplice come sembra. Tutto ciò che fa parte dell’universo femminile è complesso, multidimensionale e forse proprio per questo così affascinante… e difficile da penetrare.

Il meccanismo che governa il desiderio sessuale non fa eccezione, attraversato com’è da una fitta rete di variabili: biologiche prima di tutto, ma anche psicologiche, relazionali, ambientali e socio-culturali. E’ certo, però, che la componente ormonale detta non poche leggi nella sfera del desiderio sessuale: da quando fa capolino nell’adolescenza a quando scompare in menopausa. A conferma che, in un modo o nell’altro, gli ormoni c’entrano sempre.

La dottoressa Nappi ci aiuta a capire il loro ruolo chiave negli anni fertili della vita una donna, perché la menopausa merita un capitolo a parte. Ne parliamo con la dottoressa Rossella Nappi, Unità di Endocrinologia Ginecologica, Fondazione Maugeri, Università degli Studi di Pavia.

Dottoressa Nappi, togliamoci subito la domanda più ostica: qual è il meccanismo che fa scattare il desiderio sessuale nelle donne?
E’ un meccanismo triplice, perché le radici del desiderio sessuale femminile sono sia biologiche sia, come diciamo noi medici, intrapsichiche e interpersonali. Ciò significa che il desiderio dipende dalla biologia, dalla psicologia, dalla relazione e anche dal contesto socio-culturale. Sul fronte biologico, il desiderio è regolato da un complesso meccanismo “neuro-endocrino”, dominato da una serie di sostanze (neurotrasmettitori e neuromodulatori) attivate dal cervello: la principale è la dopamina, il neurotrasmettitore che spinge verso il partner, che induce cioè a cercarlo. Ma questo meccanismo, a sua volta, è profondamente influenzato dagli aspetti ormonali, che cambiano a seconda delle tre fasi della vita di una donna: adolescenza, età fertile e menopausa.

Quali sono gli ormoni chiamati in causa nel piacere femminile?
Gli estrogeni, gli ormoni femminili per eccellenza, ma soprattutto gli androgeni, cioè gli ormoni maschili, ben presenti anche nelle donne. Questi ormoni agiscono a tutti i livelli del sistema nervoso centrale: a livello della corteccia cerebrale, a livello delle aree “limbiche”, che governano le emozioni, e a livello delle aree ipotalamiche, che sovrintendono molte funzioni vitali, come il ritmo sonno-veglia, il senso di fame-sazietà, i cicli riproduttivi…

In parole semplici, come agiscono estrogeni e androgeni?
Stimolano e attivano i centri cerebrali capaci di tradurre una fantasia, un pensiero o un desiderio erotico in una risposta anche fisica. Naturalmente questa risposta fisica si propaga a tutto il corpo della donna, concentrandosi nelle aree più sensibili alla sessualità, tra cui i genitali, il seno, la pelle.

L’adolescenza è la stagione delle famose “tempeste ormonali”. Spesso, però, le fanciulle in fiore si lamentano di non provare desiderio. Paura? Immaturità? Ormoni impazziti?
E’ proprio così, eppure nell’adolescenza, la componente biologica dovrebbe prendere il sopravvento, perché è presente in tutta la sua potenza, gli ormoni sono a mille… basti pensare che una donna di 20 anni ha almeno il doppio degli ormoni androgeni presenti in una donna di 40 e la natura non fa mai nulla a caso.

Che cosa succede, allora, a dispetto di questa mole di ormoni?
Da un lato domina un modello culturale, che spinge l’adolescente a fare sesso a tutti i costi per dimostrare di essere donna, di essere adulta, di essere entrata nel mondo della società. Dall’altro lato c’è una difficoltà enorme a mettere insieme tutte le componenti della sessualità: biologica, psicologica e relazionale. È vero, infatti, che gli ormoni sono alle stelle, ma poi l’adolescente deve confrontarsi con un partner non necessariamente maturo e con le componenti intrapsichiche e relazionali proprie di questa età. Una ragazza con un’immagine corporea di sé negativa (sono grassa, ho il seno piccolo, i brufoli…), per esempio, sarà bloccata sul fronte sessuale e tenderà a evitare di mostrare il proprio corpo al partner. In un momento in cui l’istinto dovrebbe essere tutto, l’autostima e gli aspetti psicologici spesso ancora acerbi la fanno da padrone, anche a causa dei primi rapporti sempre più precoci.

Altra situazione tipica: la ragazza alle prime armi prova desiderio, raggiunge l’eccitazione, ma non l’orgasmo. Colpa ancora di questi partner immaturi?
I partner-ragazzini danno tutto per scontato, sono poco attenti o non sono ancora pronti ad attivare gli stimoli sessuali della compagna. A ciò si può aggiungere qualche difficoltà biologica, per esempio piccoli effetti collaterali sulla libido che la pillola contraccettiva può portare con sé, come la diminuzione della lubrificazione. Mettiamo insieme questi elementi: la parte biologica traballa, la parte intrapsichica è immatura – cioè manca ancora la capacità di capire cosa piace o non piace, di riconoscere il desiderio ? e il partner o è troppo giovane, e dunque non ha capito niente di quello che deve fare, o è troppo grande, e fa scattare sentimenti di inadeguatezza, le famose ansie da prestazione… In fondo la mancanza di orgasmo è soltanto frutto di una sorta di analfabetismo sessuale.

E gli ormoni non c’entrano? Molte ragazzine soffrono di squilibri ormonali più o meno pesanti, che si traducono in pelle grassa, acne, irsutismo…
Certo che c’entrano. Tante ragazze soffrono di alterazioni ormonali, ma non hanno tutte gli stessi effetti. In quelle da sovrabbondanza di androgeni, che portano seborrea, irsutismo, sovrappeso, il desiderio è intatto, mentre in quelle da blocco mestruale, il desiderio sessuale è ridotto. Al limite le prime avranno blocchi psicologici di altro tipo, perché non si piacciono, hanno paura di non piacere, si vergognano a mostrarsi, ma la libido c’è, perché è garantita dall’abbondanza di ormoni androgeni.

Quali consigli dà alle giovani pazienti che le confessano: “dottoressa, non ho desiderio” o “non riesco a raggiungere l’orgasmo”?
E’ raro che il desiderio manchi del tutto e se questo succede occorre indagare. Più frequente è la difficoltà di raggiungere l’orgasmo e questo, ancora una volta, chiama in causa diversi fattori. I ragazzi non hanno sempre a disposizione gli spazi e i tempi dell’amore indispensabili per un sesso di qualità. E’ dunque, importante spiegare alla ragazza che non esiste un pulsante che fa scattare l’orgasmo, bisogna insegnarle l’anatomia e la fisiologia dei genitali, occorre trasmetterle la capacità di auto-percepire il piacere, è importante farle capire che l’orgasmo presuppone un totale abbandono al compagno, ma che per abbandonarsi ci vuole una grande fiducia. Amore, certo, ma soprattutto fiducia.

Nell’età fertile la fanciulla in fiore è sbocciata, ora ha un bagaglio sessuale ricco di esperienze. Quali sono gli ormoni che regolano la sessualità in età fertile?
Gli ormoni sono sempre gli stessi, la differenza è che in questo periodo c’è una più chiara alternanza di fasi in cui il desiderio è più marcato e fasi in cui è più ridotto. Per esempio durante le mestruazioni, a forte predominanza androgenica, il desiderio è ben più forte rispetto al periodo premestruale, quando invece è il progesterone a essere alto. L’altro grande momento del desiderio è l’ovulazione, quando gli estrogeni “spingono” in senso riproduttivo. Dopo i 40 anni, quando lentamente il potere fertile si abbassa, l’ovulazione diventa meno efficiente e queste alternanze ormonali si fanno sentire di meno. Ma spesso la vita della donna oberata di impegni è ancora più pesante.

Questo come si traduce a livello chimico?
Nella produzione di cortisolo, l’ormone che rende attivi, ma che prodotto in eccesso affatica, porta stress. Nel maschio, il cortisolo prodotto a livelli elevati può addirittura potenziare la sessualità e il rapporto ha un effetto calmante, mentre nella donna avviene tutto il contrario: il cortisolo la blocca e per lasciarsi andare al sesso deve prima calmarsi, scrollarsi di dosso lo stress… Impresa ardua tra il lavoro, i figli, la casa, la famiglia, i genitori anziani… niente di più facile che metta un po’ da parte la sessualità. E per recuperarla deve trovare delle motivazioni forti.

Un problema di testa e di testosterone?
E’ sempre una questione biochimica, ma la testa ha un ruolo chiave nel desiderio. Allora occorre capire che cosa c’è che non va: bisogna sdrammatizzare, ma senza prendere sottogamba un desiderio latitante. Spesso dietro si nasconde un disturbo d’ansia che la donna cova in silenzio, legato alla stanchezza, alla difficoltà di mettere insieme tutti i pezzi della sua esistenza.

La grande rivoluzione ormonale in gravidanza rema contro o a favore del piacere?
Il desiderio è al top. Sono documentati i sogni erotici, persino gli orgasmi spontanei legati alla cascata ormonale che travolge la donna nei 9 mesi, con livelli di ormoni circa venti volte più alti. Ma spesso le paure hanno la meglio sul desiderio. Paura di perdere il bambino, di fargli male. Qui le componenti intrapsichiche prendono il sopravvento. Purtroppo… perché vivere fino in fondo il desiderio potrebbe regalare alla donna sensazioni meravigliose senza nuocere al bambino, anzi: durante le contrazioni dell’orgasmo viene rilasciata l’ossitocina, una sostanza fondamentale anche durante il parto e l’allattamento.

Gli ormoni del piacere
Abbiamo chiesto alla dottoressa Nappi di presentarci questi famosi ormoni coinvolti nel desiderio sessuale femminile. “Innanzitutto le donne sono organismi che “vanno” a estrogeni, ormoni che hanno un ruolo importante nel darci il nostro senso di identità femminile, ma che hanno anche il compito di modulare, a livello del sistema nervoso centrale, una serie di sostanze che ci danno la consapevolezza che stiamo vivendo una sensazione positiva a contenuto sessuale. Tuttavia – prosegue la dottoressa Nappi – gli ormoni che spingono verso l’atto sessuale, che fanno scattare il desiderio sono gli androgeni, che nell’organismo femminile sono molto più numerosi di quanto non si pensi, anzi: sono presenti in quantità maggiore rispetto agli estrogeni!”. Mi viene da chiedere: ma come, testosterone & Co. non sono gli ormoni “maschili” per eccellenza? E invece… La dottoressa Nappi chiarisce subito: “Gli androgeni sono presenti in dosi massicce proprio perché devono garantire la spinta verso l’uomo, che è poi la spinta verso la riproduzione, non dimentichiamoci poi che nella donna si trasformano in estrogeni”. Ok, ma ci sono altri ormoni del piacere? “Sì, intervengono a modulare la risposta sessuale anche il progesterone e i progestinici contenuti nelle pillole contraccettive. Il progesterone blocca il desiderio sessuale, cioè ha un effetto calmante e questo non stupisce. Basta pensare al ciclo mestruale: c’è un picco di androgeni prima dell’ovulazione, un picco di estrogeni durante l’ovulazione, quando deve essere più forte il desiderio per favorire la riproduzione, e un picco di progesterone dopo l’ovulazione, quando la donna ha bisogno di calma, perché non è più fertile o è diventata mamma”. E in gravidanza si ha un gran bisogno di calma, relax, riposo.

a cura di Alma Galeazzi

Fonte:

Desiderio e ormoni