Lamentarsi spesso danneggia la tua mente: lo dice la scienza

Lamentarsi danneggia la mente. Qualcosa che intuivano in molti ora è diventata una solida verità. Il tutto grazie a uno studio scientifico statunitense

Che lamentarsi danneggia la mente si sapeva di già. Quel che, invece, non si sapeva è il modo. Difatti, come è possibile che il cervello danneggi sé stesso per via di alcuni pensieri? Gli scienziati hanno ora scoperto che i modi in cui pensiamo vengono registrati sul servello similmente a come accade con un compact disc. Se si pensa una stessa cosa più volte, questa tenderà a penetrare la materia e a stabilire connessioni neuronali certe. Per via della facoltà di memorizzazione, tali connessioni potranno essere ritrovate con una maggiore facilità una seconda volta. Questo significa che se una persona si lamenta spesso, tenderà a farlo anche in futuro. Di nuovo e di nuovo. Finché il suo umore, direttamente responsabile dei cattivi pensieri, non calerà fino a provocare malattie mentali e fisiche molto gravi.

Tuttavia, vi sono anche delle altre cause che ci fanno danneggiare la mente, il fisico e la psiche quando ci lamentiamo con noi stessi. Ed è indifferente l’obiettivo stesso delle lamentele. Può essere la politica, sempre insoddisfacente per i cittadini, oppure il lavoro. Altresì la moglie, i figli, i vicini e quant’altro ancora. Come hanno dimostrato diversi studi a carattere statistico, non importa verso quali aspetti della propria vita si abbiano dei risentimenti. In un modo o nell’altro essi tenderanno comunque ad affondare le persone. Al più quando tali risentimenti e lamentele diventano molto frequenti e si presentano ogni giorno. Con il tempo, esse hanno la peculiarità di divenire dei veri e propri mantra. E come ben si sa, le preghiere cristiane, o i mantra, hanno la funzione di entrare direttamente nella nostra psiche.

Così, una persona che si lamenta spesso dei vari problemi tende a non notare le soluzioni, non capisce che vi sono delle vie d’uscita, che in realtà ci si potrebbe anche non lamentare e così via. Lamentarsi danneggia la mente in modo costante e progressivo, tanto che dopo un certo periodo di tempo la persona colpita non ci proverà nemmeno ad ascoltare delle soluzioni e tenderà a ignorarle anche se queste sono brillanti od ottime. A definire una persona che si lamenta spesso ci ha pensato il dottor Kowalski, uno dei massimi esperti della psicologia umana. Secondo lui, lamentarsi danneggia la mente così tanto, che si rischia di diventare dei veri e propri piagnoni. Dei insoddisfatti della vita per definizione, che non riusciranno mai a compiere qualcosa di buono e tenderanno a lamentarsi sempre anche se il corso della vita prende una piega ottima.

Alla lunga andare, inoltre, una persona che si lamenta spesso inizia anche a cambiare la propria compagnia, venendo così circondata da altre persone che si lamentano e che vogliono trovare compassione. Ne seguono vari cambiamenti nella vita privata e sociale, con modifiche riguardanti la compagnia, il posto di lavoro, le preferenze politiche e così via. Il dottor Kowalski, ha anche spiegato che ci sono vari tipi di piagnoni che si lamentano spesso di ogni cosa. Per esempio ci sono quelli cronici, le cui lamentele sono così tanto entrate a far parte della routine quotidiana, che essi non pensano nemmeno a dover cambiare qualcosa nella propria vita. Poi ci sono quelli da una lamentela e basta. Generalmente, sono le tipiche persone che si hanno a che lamentarsi quando si presente l’occasione giusta.

Un altro gruppo che il dottore ha individuato sono i cercatori di simpatie. Loro si lamentano unicamente per fare i simpatici con qualcuno, oppure per conquistarsi le simpatie di una ragazza o di un gruppo di amici. Generalmente non sono dei piagnoni veri e propri e anche se hanno dei risentimenti verso alcuni aspetti della propria vita, tendono piuttosto a nasconderli quando sono con gli amici fidati oppure da soli. Tralasciando le varie tipologie delle persone che si danneggiano il cervello con le lamentele, bisogna spiegare dettagliatamente come avviene il danno stesso. Quest’ultimo, oltre a essere influenzato per via di emozioni come tristezza e oppressione, non aiuta a sviluppare uno stato di pace interiore cosciente e invece si lascia ingannare da emozioni come ansia, inadeguatezza e da vari pensieri cattivi.

Ovviamente, le negatività portate insieme alla consuetudine di lamentarsi, influenzano molto la vita delle persone, portandole a essere meno calme e riflessive. Piuttosto si sviluppa una voglia di rivincita verso il mondo, che a delle volte può risultare persino pericolosa per gli altri componenti della società. Il pensare ripetitivo attiva più volte le stesse aree neuronali, che così diventano abituate anche a sviluppare delle emozioni simili. Come uscire dal circolo maledetto? Stando a quanto consiglia il dottor Kowalski, basta adottare dei piccoli accorgimenti quotidiani. Per esempio, seguire il corso dei propri pensieri e chiedersi da dover arrivino. Essere gratificati per qualcosa; ringraziare qualcuno per un atto compiuto e così via. Infine, non a mai male farsi dei nuovi amici o compiere delle straordinarie esperienze: entrambe le cose aiutano a ricaricare la mente.

Lamentarsi spesso danneggia la tua mente: lo dice la scienza