Gli amici ci conoscono meglio di quanto noi conosciamo noi stessi

Gli amici ci conoscono meglio di quando ci conosciamo noi stessi, è una credenza o tale affermazione ha anche delle solide basi scientifiche? Analizziamo il fenomeno più nei dettagli

E’ vero che gli amici ci conoscono meglio di noi stessi? Questo è quanto sostenuto da una recente ricerca che ormai da settimana spopola nel vasto mondo del web. Effettivamente, se ci si dovesse soffermare un attimo a pensare, capita spesso di notare che gli amici più intimi, quelli con i quali siamo cresciuti e che conosciamo da una vita, non di rado capiscono meglio le nostre esigenze e riescono ad interpretare con più accuratezza i nostri desideri, molto più facilmente di quanto noi stessi potremo mai riuscire a fare. Sostanzialmente sono tre i fattori chiave relativi alla percezione sociale che possono provare a spiegare il perché di questo particolare ed insolito fenomeno: 1) Difesa personale e auto-protezione dai pregiudizi. Siamo abbastanza protettivo della nostra immagine di noi stessi, ci piace credere che siamo buoni, intelligenti, gentili, e che possediamo una serie di altre qualità positive. Usiamo proteggerci dai pregiudizi degli altri per salvaguardare il nostro ego, spesso troppo fragile, e mantenere una visione positiva di noi stessi. I nostri amici d’altra parte, essendo delle persone esterne, hanno una visione maggiormente oggettiva delle cose.

2) Sono questioni di prospettiva. Avete mai avuto un amico che fosse in grado di prevedere tutto quello che stavate per fare, nonostante non abbiate concesso lui nessun’anticipazione riguardo il vostro comportamento o le vostre future intenzioni? Gli amici ci vedono in una varietà di situazioni e sono attenti osservatori del nostro comportamento. Ciò significa che questi sono in grado di prevedere le nostre mosse, anticipare i nostri pensieri e capire le nostre emozioni senza bisogno di spiegazione alcuna. Un amico, semplicemente osservando la nostra espressione facciale o l’ampio spazio personale che manteniamo quando interagiamo con un particolare individuo, riesce a cogliere la nostra apparente avversione che proviamo verso il soggetto con il quale stiamo intrattenendo una conversazione. Noi invece, ignari dei messaggi che il nostro corpo lancia, non potremmo mai essere pienamente in grado di scoprire quali sono i nostri effettivi sentimenti negativi che nutriamo nei confronti dell’altra persona. 3) Gli amici sono degli ottimi osservatori. Capita spesso che noi, quando cerchiamo di spiegare il motivo per cui facciamo determinate cose, attribuiamo le cause dei nostri errori o dei nostri sbagli ad altri fattori che non prescindono dalle nostre volontà. Ad esempio, quando non riusciamo a fare qualcosa, siamo soliti trovare scuse sciocche. Gli amici che ci guardano però sanno, già dopo una prima occhiata, qual’è la reale motivazione che ci ha portato a tirar fuori quelle scuse insensate.

Quindi, ricapitolando quando fino a qui detto, come possiamo arrivare a conoscere meglio noi stessi e la nostra personalità? In primo luogo, dobbiamo essere onesti nei nostri confronti riconoscendo sempre i nostri errori, non mascherandoli con improbabili giustificazioni o scuse. Rivedere e criticare il nostro stesso comportamento è un ottimo inizio per riuscire finalmente a trovare il giusto equilibrio con la nostra persona. In secondo luogo, dobbiamo renderci conto che le situazioni nelle quali ci imbattiamo e la nostra struttura psicologica sono direttamente responsabili delle nostre azioni e dei conseguenti risultati. E’ purtroppo una tendenza naturale quella di pensare che noi conosciamo meglio noi stessi di quanto qualcun’altro potrebbe mai arrivare a fare, ma ci sono aspetti della nostra stessa personalità che gli altri sanno di noi che noi non conosciamo. A sostenere tale tesi sono numerosi medici e psicologi. Per avere un quadro completo di una personalità, è necessario prendere in considerazione e valutare entrambe le prospettive. Secondo i ricercatori infatti, mentre noi solitamente siamo sempre generalmente ben informati su noi stessi, ci possono essere zone d’ombra in cui i nostri desideri, le paure e l’inconscio possono contribuire ad oscurare la realtà che percepiamo come vera.

Spesso i paraocchi che ci imponiamo di utilizzare derivano dal vano tentativo di mantenere una migliore immagine di noi stessi. Anche guardare noi stessi in videocassetta non altera sostanzialmente la nostra percezione mentre, al contrario, un osservatore esterno riesce facilmente a metterci in mostra alcuni tratti del nostro carattere di cui noi stessi non siamo a conoscenza di avere. Non a caso, sono proprio gli amici con i quali passiamo più tempo quelli che hanno maggiormente da raccontare sulla nostra personalità. Anche gli sconosciuti però, al giorno d’oggi, hanno una miriade di spunti per capire chi siamo e quali sono i nostri gusti in fatto di moda, musica e film, il tutto grazie a Facebook. È interessante notare come le persone non ci vedano nella stessa maniera nella quale noi vediamo noi stessi. Aspetti quali l’ansia o la paura infatti sono evidenti per noi, ma non sempre per gli altri. D’altra parte però, la creatività, l’intelligenza o la maleducazione sono invece meglio percepiti da soggetti esterni. Il consiglio generale quindi è quello di prestare maggiore attenzione a ciò che dicono gli altri, ascoltate i vostri amici più cari, potreste arrivare a scoprire nuovi lati della vostra personalità che mai avreste creduto di avere.

Gli amici ci conoscono meglio di quanto noi conosciamo noi stessi