Come gestire a un attacco verbale di qualcuno

Come difendersi da un attacco verbale? A differenza di quanto si pensi, non bisogna per forza avere dei nervi di ferro, ma conoscere semplicemente qualche trucco

Per capire come difendersi da un attacco verbale, indipendentemente dall’intensità di quest’ultimo, basta informarsi a proposito delle tecniche più utilizzate dai più rinomati psicologi mondiali. Praticamente tutti consigliano di mantenere i nervi saldi e non lasciarsi andare in una risposta furiosa. Indipendentemente da chi si trova dall’altra barricata dello scontro verbale, che sia il capo che vi rimprovera per un errore, oppure una qualsiasi nullità a cui non piace come vi vestite, il meccanismo è sempre lo stesso. Qualcuno si sente in grado di rimproverare qualcun altro per una qualsiasi causa. Se si perde la pazienza e ci si abbassa al livello dell’altra persona, si commetterà sicuramente qualche idiozia.

Per questo è meglio restare freddi e ascoltare l’attacco verbale, anche se ingiustificato, in completo silenzio. Anche se magari si ha ragione e il rimprovero è completamente privo di basi, meglio non interrompere per non scatenare una reazione psicologica difensiva ancora più intensa. Una volta che si ha avuto modo di ascoltare l’attacco verbale e di comprendere tutti i punti su quali si basano le argomentazioni dell’altra persona, si può anche rispondere. In alternativa, si può anche prendere in considerazione l’idea di non considerare una risposta nel caso in cui la controparte non la meriti.

Del resto, non si deve per nessun caso sentirsi sempre vogliosi di dare spiegazioni a chiunque. Se lo si vorrà fare, lo si farà soltanto per pura e semplice cortesia. Le parole devono essere ben pronunciate, il tono di voce deve restare fermo. Si può certamente decidere, in relazione alla controparte e alla sua importanza nella propria vita, se la voce dev’essere molto fredda, tanto per creare distacco, oppure calda, giusto per riempire il distacco creatosi con la lite. Le proprie tesi vanno spiegate con chiarezza.

In questa fase bisogna prestare attenzione al modo in cui ci poniamo verso l’altro. Se è il proprio capo a farci una ramanzina, non possiamo mostrarci superiori a lui e bisogna restare neutrali oppure dare dei segni di sottomissioni, in modo da mostrargli che abbiamo capito cosa intende il boss. D’altro canto, se è una qualsiasi persona che ci attacca per un motivo futile, allora possiamo anche porci in modo superiore a lui stesso. Alla fine, si potrà decidere se interrompere la discussione con una frase secca, oppure continuare a spiegare le proprie ragioni. Tuttavia, in questo caso si dev’essere pronti a parlare con un muro.

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