4 semplici modi per calmare la tua ansia

Calmare l'ansia e l'agitazione è davvero difficile, ma alcuni metodi possono essere un perfetto aiuto, ecco alcune semplici tecniche

Calmare l’ansia non è affatto facile come può sembrare, soprattutto per i soggetti più ansiosi che tendono a sentirsi sempre particolarmente agitati. Colmare questo terribile disagio è davvero un’impresa ardua. Sono tantissime, infatti, le persone che non riescono a contrastare questo stato di malessere mentale, che talvolta può anche sfociare in malessere generale o disturbi fisiologici. Per dire addio in maniera definitiva a questi stati di agitazione e nervosismo, bisogna prima di tutto individuare l’interruttore “off” dentro di sé. Ebbene sì, è come se dentro ogni mente vi fosse la presenza di un tasto da premere per annullare la fastidiosa sensazione dell’ansia. Bisogna anche considerare che il cervello umano è davvero bravo a creare gli stati ansiosi, ma la buona notizia è che è possibile sconfiggere ansia e stress quando si individuano le cause principali di questo malessere. Generalmente, si tende a dare la colpa a fattori esterni, ma in realtà, l’ansia viene scatenata da qualcosa intrinseca nella propria testa. Naturalmente non è facile riconoscere i reali motivi da un giorno all’altro, ma lavorando su se stessi è possibile risalire alle cause che inducono questo insidioso malessere. Esistono precisamente quattro punti che possono aiutare a trovare l’interruttore per spegnere il nervosismo e sentirsi meglio.

Innanzitutto bisogna comprendere che l’ansia è soltanto un elemento chimico. Il cortisolo è la sostanza chimica che causa stati di malessere nelle persone. Il corpo tende ad eliminare questa sostanza nell’arco di un paio d’ore e quindi dopo un po’ di tempo si dovrebbe tornare a stare meglio, fin quando questa sostanza non compromette nuovamente il proprio organismo. Evitare questo fenomeno, purtroppo, è quasi impossibile. Il cortisolo crea una specie di sensazione di minaccia. Di conseguenza è come se il cervello si ritrovasse alla costante ricerca di minacce. Ma è possibile trovare l’interruttore “off” quando si intuisce ciò che il cervello definisce “minaccia”. Seguire questa semplice regola è un buon modo per combattere l’ansia in breve tempo. A questo punto non resta che comprendere la reale natura di queste minacce. Quando si parla di minacce, ci si riferisce a dei percorsi neurali.

Tutti gli aspetti e gli eventi che nel corso della vita hanno creato delusione e tristezza hanno dato vita ad un percorso nel cervello che va a stimolare il cortisolo quando c’è qualcosa che si associa a quella terribile sensazione. Questi percorsi si iniziano a formare verso l’età di otto anni e durante la pubertà diventano delle vere e proprie autostrade del cervello. In qualsiasi modo ci si sente delusi o feriti nel corso degli anni, si modifica il sistema di allarme del cervello. Di conseguenza, calmare l’ansia diventa sempre più difficile e complesso. Alla fine, si formano numerosi allarmi all’interno del cervello perché ci si sente minacciati da piccoli spunti che avevano in qualche modo già lasciato un segno nel passato. Ma in realtà, molti di questi segnali hanno un valore ben preciso, ovvero tendono a proteggere da spiacevoli inconvenienti futuri, evitando quindi che si possa ricadere negli stessi errori. In un certo senso diventano come una sorta di guida imperfetta della vita. Per calmare l’ansia inoltre, occorre cercare di costruire dei veri e propri circuiti di rilassamento.

Anche l’auto-rilassamento, infatti, è incluso in una serie di percorsi neurali che si sono formati nel corso del tempo. Gli esseri umani nascono indifesi e vulnerabili. Precisamente, si impara a calmare se stessi ogniqualvolta che un’esigenza viene soddisfatta, aiutandosi con il mondo circostante. Verso la fine dell’adolescenza, ogni cervello sviluppa una serie di circuiti auto-rilassanti. Molti di questi hanno un valore, ma possono comportare anche delle conseguenze. E se si ripetono le stesse vecchie abitudini di auto-rilassamento, si continua ad andare incontro alle stesse conseguenze. E’ possibile creare quindi una nuova abitudine auto-calmante, ma in realtà è difficile perché è molto più comodo rimanere sulle vecchie strade. Seguire questo percorso nella giungla dei neuroni è un lavoro duro. Pertanto, per calmare l’ansia, a volte, occorre optare per delle nuove risposte e quindi investire ulteriore energia. Infine, per contrastare gli stati di agitazione è importante evitare di rimandare costantemente la risoluzione del problema. Spesso si attribuisce la causa dell’ansia a fattori esterni della società. Di conseguenza si attende che il mondo cambi per sentirsi calmi e rasserenati. Se si attende costantemente che il mondo raggiunga il cervello per sentirsi calmi, probabilmente ci si potrebbe ritrovare ad aspettare tutta la vita. Quando ci si sente al sicuro da minacce fisiche, il cervello si concentra sulle minacce sociali. Pertanto è meglio non aspettare che sia il mondo a cambiare per voi.

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