Tumore al seno, diventare mamma non è rischioso. Il parere degli oncologi

Uno studio dimostra che per le donne sopravvissute al cancro al seno la gravidanza non espone a un maggior pericolo di recidive della malattia. Ma ogni caso va valutato a sé

Molto diffusa tra le donne sopravvissute al cancro al seno è la paura che una gravidanza aumenti il rischio che la malattia si ripresenti. Uno studio europeo, presentato al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), ha dimostrato invece che la maternità, dopo il tumore, non aumenta il pericolo di recidive.

La ricerca ha preso in considerazione 1200 donne, dimostrando che le pazienti rimaste incinte dopo un’iniziale diagnosi di tumore al seno, incluse quelle con tumori ER positivi sensibili agli estrogeni, non presentano un rischio maggiore che la malattia possa ripresentarsi.

Un risultato importante, se si pensa che nonostante la metà delle donne che hanno superato il cancro al seno manifesti il desiderio di maternità, solo meno del 10% resta incinta. Infatti, di tutti i sopravvissuti al cancro, le donne che sono guarite dal tumore al seno sono quelle che hanno meno probabilità di avere figli. Questo perché era credenza diffusa tra le pazienti, ma anche tra i medici, che la gravidanza potesse esporre a recidive, in particolare per chi aveva avuto un tumore al seno ER positivo, cancro alimentato dall’estrogeno, i cui livelli durante la gestazione aumentavano il timore che potesse attivare le cellule tumorali rimaste sopite.

Un altro fattore di preoccupazione era dovuto alla necessità di interrompere le terapie ormonali da seguire dopo l’intervento chirurgico, prima di restare in stato interessante. Queste terapie aiutano a prevenire il ritorno del cancro. Alle pazienti sopravvissute vengono prescritte per 5 o anche 10 anni.

Matteo Lambertini, membro della Società europea di oncologia (Esmo) e oncologo all’Istituto Bordet di Bruxelles e primo autore della ricerca, afferma:

I nostri risultati confermano che la gravidanza dopo un cancro al seno non dovrebbe essere scoraggiata, neanche per le donne con cancro ER positivo. Ovviamente, però, va considerata la storia personale di ogni singola paziente nel decidere quanto tempo aspettare prima di provare ad avere figli.

Delle 1200 donne considerate, 333 pazienti sono rimaste incinte. Dopo 10 anni dalla diagnosi della malattia, i ricercatori hanno riscontrato che tra le pazienti diventate mamme non è presente un rischio maggiore di recidiva rispetto a quelle che non hanno avuto figli. In più le donne sopravvissute al cancro al seno ER negativo, meno diffuso, rimaste incinte, avevano il 42% in meno di rischi di morire.

Altro segnale positivo, sebbene i risultati siano ancora scarsi, riguarda l’allattamento. Secondo gli esperti ci sono segnali che suggeriscono che sia possibile allattare anche per coloro che hanno subito un intervento al seno.

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