Nomofobia, Like Addiction, Vamping: le patologie dei giovani iperconnessi

I ragazzi di oggi cominciano a 9 anni ad usare smartphone, avere profili social e navigare in rete. Sviluppando vere e proprie dipendenze. Ecco le più diffuse

Like addiction, challenge, nomofobia e vamping: sono le nuove patologie da iperconessione, rilevate da uno studio curato dall’Osservatorio nazionale adolescenza e condotto su 8.000 ragazzi a partire dagli 11 anni d’età.

Dall’indagine, messa a punto anche in occasione del Safer Internet Day del 7 febbraio, emerge che il 98% tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale già a 10 anni.   E oltre 3 adolescenti su 10 hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone direttamente nella primissima infanzia, con la possibilità anche di accedere liberamente a internet.

Tra i più giovani, l’età media dell’uso del primo cellulare, l’accesso a internet e l’apertura del primo profilo social si aggira intorno ai 9 anni. Il 95% degli adolescenti ha almeno un profilo sui social network, contro il 77% dei preadolescenti.

Sei adolescenti su dieci dichiarano di non poter più fare a meno di WhatsApp.

La maggior parte di loro arriva a gestire in parallelo 5-6 profili, insieme a 2-3 app di messaggistica istantanea. Il fatto di avere una serie di applicazioni social sconosciute ai genitori – sottolinea l’Osservatorio – permette loro di essere meno controllati e più sicuri di poter anche osare, favorendo comportamenti come il sexting, cyberbullismo e diffusione di materiale privato in rete.

Uno dei dati più allarmanti – evidenzia il report – è che il 14% degli adolescenti ha anche un profilo finto, che nessuno conosce o solo pochi, risultando quindi non controllabile dai genitori e nel contempo facile preda della rete del grooming (adescamento di minori online).

Quali sono gli effetti di questo essere sempre connessi?

  1. VAMPING, ossia la moda degli adolescenti di trascorrere numerose ore notturne sui social media, sembra diventata una vera e propria abitudine – denuncia l’Osservatorio – tanto che 6 su 10 dichiarano di rimanere spesso svegli fino all’alba a chattare.
  2. FOMO Il 15% di loro dichiara di svegliarsi  quasi tutte le notti per leggere le notifiche e i messaggi, in modo da non essere tagliati fuori, altra patologia emergente legata all’abuso dello smartphone (Fomo – fear of missing out).
  3. LIKE ADDICTION. Gli adolescenti sono alla continua ricerca di approvazione, che si raggiunge attraverso like e follower: per circa 5 su 10 è normale condividere tutto quello che si fa, comprese foto personali e private, mettendo tutto in vetrina, sottoponendolo alla severa valutazione della macchina dei ‘mi piace’. Per oltre 3 adolescenti su 10 è importante il numero dei like ricevuti, che accrescono l’autostima, la popolarità e quindi la sicurezza personale. Legata all’ossessione dei like è la moda dei selfie, che spesso trascende nei selfie estremi, che mettono a rischio la vita.
  4. NOMOFOBIA. Da no-mobile-phone, è la nuova fobia legata all’eccessiva paura/terrore di rimanere senza telefono o senza connessione a internet: quasi 8 adolescenti su 10 temono che si scarichi il cellulare o non prenda quando sono fuori casa e tale condizione nel 46% dei casi genera ansia, rabbia e fastidio
  5. CHALLENGE O SFIDE SOCIAL. sono uno dei problemi del momento e racchiudono tutte quelle catene che nascono sui social network in cui si viene nominati o chiamati a partecipare da altri attraverso un tag. Lo scopo in genere è di postare un video o un’immagine richiesta – spiega l’Osservatorio – per poi nominare altre persone a fare altrettanto, diffondendosi a macchia d’olio nel web, anche nell’arco di poche ore. Circa 1 su 10 ha preso parte a una catena alcolica sui social network, con la finalità in genere di bere ingenti quantità di alcol in pochissimo tempo e nei luoghi o posizioni più improbabili, altri hanno fatto selfie mentre vomitavano o in condizioni vicine all’intossicazione alcolica. A queste – conclude il report – si aggiungono le mode in cui il corpo e la magrezza hanno un ruolo centrale, a cui aderiscono 5 ragazze su 100, favorendo lo sviluppo di patologie nella sfera alimentare.

In collaborazione con: adnkronos.com

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