Eiaculazione precoce: solo il 9% degli uomini chiede aiuto al medico

L’Eiaculazione Precoce (EP) è la disfunzione sessuale più diffusa tra gli uomini, eppure è una delle meno diagnosticate. Colpisce circa il 20-30% della popolazione mondiale ma solo il 9% ricorre all’aiuto di un medico.
L’EP è una condizione medica caratterizzata dall’incapacità di controllare o ritardare l’eiaculazione che, in modo persistente o ricorrente, si manifesta alla minima stimolazione sessuale e comunque prima che il soggetto lo desideri. Nell’EP l’erezione è normale ma l’eiaculazione si verifica prima della penetrazione vaginale o entro circa 1-2 minuti.
Il 44% degli uomini affetti da questa condizione evidenzia sentimenti di frustrazione, il 36% riporta ansia e il 20.4% depressione. La metà degli uomini con EP crede che il rapporto con la propria partner sarebbe più intenso se fossero in grado di soddisfarle sessualmente.
L’EP riduce la qualità di vita di un uomo, impatta sulla soddisfazione sessuale della partner e influisce negativamente sul rapporto di coppia.

Eppure oggi esistono terapie efficaci e specifiche per l’eiaculazione precoce: tuttavia, forse ignorando l’esistenza di queste cure, metà degli uomini che soffre di "troppa fretta nel rapporto" non fa nulla. Un quarto di loro invece ricorre a poco efficaci preservativi ritardanti e solo il 5% a farmaci prescritti dal medico.

L’intervento della compagna può essere determinante per la soluzione. Perché gli uomini sono così restii a rivolgersi al medico per problemi intimi, a differenza delle donne? Lo spiega Vincenzo Mirone, ordinario di Urologia dell’università "Federico II" di Napoli: "La mancata comunicazione con lo specialista andrologo può avere radici profonde, che possono trovare spiegazione nella spesso complessa relazione "padre-figlio" con le sue problematiche e le sue reticenze", afferma lo specialista.
"Diversamente da quanto succede nella donna, le cui visite dal ginecologo sono una consolidata abitudine di prevenzione", continua l’andrologo, "nel sesso maschile la visita allo specialista andrologo è dettata da problemi contingenti e, a causa della riservatezza o della timidezza dei soggetti, il dialogo con il medico risulta problematico. Per questi motivi, il paziente arriva alla visita specialistica impreparato proprio da un punto di vista emozionale e non in grado di comunicare serenamente la propria condizione".

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