Anoressia e bulimia: malattie psicologiche da cui è possibile uscire

L'anoressia e la bulimia, sono dei disturbi alimentari che coinvolgono sia il corpo che la psiche; possono diventare molto gravi se non curate correttamente, ma se si interviene tempestivamente è possibile guarire

L’anoressia e la bulimia nervosa, negli ultimi anni, sono diventate un fenomeno in crescente aumento, che coinvolge maggiormente le donne in età adolescenziale.
Non si sono ancora stabilite le cause scatenanti di questi disturbi alimentari, ma alla base vi è uno stretto legame tra l’insicurezza nei confronti del proprio aspetto, rispetto ai modelli di bellezza veicolati dai mezzi di comunicazione.
Come tutte le malattie, anche la bulimia nervosa e l’anoressia sono caratterizzate da una fase embrionale, ed è proprio in questo momento che è necessario intervenire per contenere il problema.

La fase iniziale, può essere caratterizzata da: una riduzione eccessiva di peso, costanti digiuni alternati a grandi abbuffate e ad un cambiamento nelle relazioni con gli altri. La costante preoccupazione nell’apparire più magra può generare ansia ed insicurezza nel soggetto, che tenderà ad isolarsi e a concentrarsi solo sul cibo, evitando il confronto con le persone che le sono vicine. In questa fase, è necessario per i familiari o gli amici, rivolgersi ad un medico che tramite alcuni interventi ristabilirà il peso corporeo “normale”, in seguito è consigliabile seguire una terapia familiare psicologica per capire le cause dell’insorgenza dell’anoressia o della bulimia.

Se non si sono riconosciute le prime avvisaglie della malattia, è possibile comunque intervenire per uscire dalla bulimia e dall’anoressia. Nella fase avanzata, compaiono nuovi sintomi molto più gravi e persistenti: assenza di mestruazioni, erosione dentale, insonnia, depressione e pensieri suicidari.
Se sono presenti questi sintomi, è necessario rivolgersi ad una equipe multidisciplinare (psicoterapeuti, medici e dietisti), per un ricovero in una struttura ospedaliera che si occupa della cura dei disturbi alimentari.
Durante il ricovero, che sia obbligato o volontario, è necessario per i pazienti affetti da tali disturbi, curare sia la mente che il corpo, seguendo una terapia comportamentale associata ad un regime alimentare equilibrato.

La terapia cognitivo comportamentale, è un percorso psicoterapeutico che mira inizialmente alla normalizzazione del peso corporeo attraverso colloqui quotidiani con il paziente e la compilazione di un “diario alimentare”, sarà coadiuvato da un dietista che stabilirà l’apporto necessario di cibo a seconda della gravità del disturbo. La seconda fase della terapia consiste nell’intervenire sulla psiche della persona bulimica o anoressica, tramite sedute che analizzano le cause del problema, cercando di favorire l’autostima e la consapevolezza del soggetto. L’ultima fase è finalizzata al recupero dei rapporti interpersonali del paziente ed al mantenimento del regime alimentare per evitare spiacevoli ricadute.

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