Allarme morbillo: paura in Lombardia, Lazio, Toscana e Piemonte

Il Ministero della Salute ha lanciato l'allarme dopo che nel nostro paese sono stati registrati oltre 700 casi di morbillo, il 230% in più rispetto al 2016

In Italia è scattato l’allarme morbillo dopo che nel mese di gennaio 2017 è stato registrato un aumento dei casi, che sono triplicati rispetto all’anno precedente. Sembra che la malattia, che sino ad oggi era considerata quasi completamente debellata, abbia subito un incredibile aumento del 230%, con 700 casi solo all’inizio del 2017.

L’allarme è stato lanciato dal ministero della Salute che ha ricevuto segnalazioni soprattutto in quattro regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana, in cui le persone colpite hanno un’età fra i 15 e i 39 anni. In una circolare Ministero ha spiegato che il morbillo continua ad essere presente nel nostro paese a causa della mancata vaccinazione di una parte della popolazione, che rifiuta i vaccini oppure non completa il ciclo composto da due dosi.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – ha spiegato Beatrice LorenzinMinistro della Salute – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”.

“Ora è indispensabile – ha precisato il ministro della salute, spiegando quanto vaccinarsi sia importante per evitare la diffusione del morbillo – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le eta’ affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

“Il Ministero – ha concluso Beatrice Lorenzin – attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

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