Finger food: le ricette da preparare non solo nei bicchierini

Aver sempre mangiato finger food e non averlo mai saputo! In realtà si tratta soltanto di un modo diverso per descrivere l’esperienza di mangiare tartine,  pizzette, formaggi e cibo in piccole porzioni prendendoli con le mani.
Un’evoluzione però c’è stata, almeno nella varietà delle portate e nella presentazione. Mentre una volta ci si fermava ai classici stuzzichini: tramezzini, sfogliatine, frittate tagliate a cubetti e torte salate, oggi ci si può sbizzarrire. Si possono preparare ricette che prima non erano contemplate nei buffet, perché troppo scomode da prendere in mano.
Via libera alle portate che vengono suddivise e servite in piccoli e scenografici contenitori: insoliti bicchierini, piattini quadrati o ovali e cucchiai dalle forme vagamente orientali. Che contengono con disinvoltura ogni tipologia di primi piatti, caldi e freddi: dai risotti alle vellutate, dalle insalate di pasta ai cous cous vegetariani, dai timballi alle zuppe.

L’effetto è quello di un assaggio e agli invitati si forniscono sempre forchettine o cucchiaini (controllare sempre che si possa pescare il cibo dentro ai bicchierini stretti stretti) con forme singolari.

Carne e pesce sono più complessi da servire: le carni sono da dividere in bocconcini, mentre i pesci da infilzare in piccoli spiedini. Le verdure hanno molte chance: in pinzimonio meglio offrirle tagliate a bastoncini e inserite nei contenitori già condite con un goccio di olio e limone battuti. Restano invece nella loro forma originaria soltanto ridotta, parmigianine, verdurine grigliate o al gratin, soufflé o gateau. Anche i formaggi danno dei buoni spunti per le preparazioni finger food magari in abbinamento a qualche confettura, miele o mostarda.

Capitolo a sé per i dolci: gelatine di agrumi, piccole macedonie di bosco, spiedini di fragole e banane, budini e bavaresi dai gusti assortiti. Il tutto in piccole porzioni che non appesantiscono e addolciscono la serata.

Chi ama il finger food trova irrestitibile poter saltellare da un cibo all’altro dopo un solo bocconcino, chi lo detesta odia proprio le sue dosi omoepatiche e non poter mangiare l’alimento preferito in una quantità accettabile.

Un modo di mangiare che punta sull’estetica e sull’eleganza, unite al minimalismo. Se lo ami goditelo è ancora trendy, altrimenti fatti un sano cardone sannita.

Finger food: le ricette da preparare non solo nei bicchierini