Troppe riunioni e happy hour riducono il quoziente intellettivo

Le occasioni in cui ci si riunisce per discutere, festeggiare o semplicemente passare dei momenti piacevoli sembrano non far bene al nostro cervello. E’ quanto è emerso da una ricerca del Virginia Tech Carilion Research Institute. Le più colpite da questa "sindrome" sembrano proprio le donne, che, a causa della loro emotività, ridurrebbero di gran lunga le proprie capacità di problmem solving se messe a confronto con altri individui.

L’esperimento è stato fatto dai dai ricercatori del Laboratorio di Neuroimaging umana e dell’Unità di Psichiatria Computazionale di Ricerca che hanno testato individualmente il quoziente intellettivo (QI) degli studenti universitari. Questi sono stati messi in gruppi da 5 individui in base al QI per poterne studiare i comportamenti relazionali. Alcuni di questi studenti sono poi stati sottoposti ad una risonanza magnetica funzionale, in modo tale da poter visionare quale zone del cervello vengano maggiormente attivate nel corso dell’esperimento. Ne è emerso che alcuni ragazzi, nell’interagire con gli altri, abbiano riscontrato delle difficoltà nel risolvere alcuni problemi, come dichiara Kenneth Kishida, ricercatore e autore dell’esperimento.

La situazione peggiora ancor di più per le donne che, in quanto solitamente più sensibili agli stati d’animo altrui, tendono a uniformarsi al gruppo sociale creatosi, a scapito della propria individualità. E la conseguenza di questa sorta di standardizzazione emotiva e intellettuale, tenderebbe a far scendere vertiginosamente il punteggio del Quoziente Intellettivo. Durante la prima fase dell’esperimento ai partecipanti è stato consegnato un puzzle da risolvere e successivamente è stato detto loro che gli altri gruppi avevano svolto gli stessi compiti senza difficoltà: dopo aver dato questa comunicazione, il QI dei volontari è subito sceso, ma quello delle donne ha subito una flessione ancora maggiore, riscontrato durante una scansione computerizzata del cervello. Il test ha permesso così di osservare che la parte del cervello relativa alle emozioni si è attivata, mentre quella associata al problem solving si era momentanemente “spenta”. 

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