Come difendersi da un ex fidanzato ossessivo

Lei lo lascia ma lui non si rassegna e rischia di diventare pericoloso

Scrivo perché sto vivendo una situazione che sta diventando per me un problema… Sono Bea e ho 21 anni. A gennaio ho lasciato il mio “fidanzato”. Ci frequentavamo da settembre ma non era quello giusto. Lui mi ha fatto una scenata ma la cosa pensavo si fermasse qui e invece no. Sabato scorso ha telefonato nel cuore della notte a casa, dove vivo coi miei genitori, chiedendo di me. Era ubriaco… La sera spesso quando torno a casa lo trovo lì in macchina ad aspettarmi. Motivo per cui mi faccio sempre riaccompagnare da qualcuno. Lui finora non ha fatto nulla ma continua a tempestarmi di sms. Sembra che conosca ogni mio passo. Cosa posso fare? Devi preoccuparmi o secondo voi è solo la reazione di un cuore infranto? Help me…
Sissy, Pavia

La situazione che mi ha prospettato, purtroppo, è molto più comune di quanto non si pensi. Molte donne, infatti, dopo aver lasciato il proprio partner si ritrovano ad essere vittime di molestie o di minacce che, reiterate, possono creare veri e propri turbamenti emotivi. A seguito dell’entrata in vigore, nel 2009, dell’art. 612 bis del codice penale, la condotta di chi, non accettando la fine di una relazione, si apposta sistematicamente sotto casa, invia messaggi in continuazione o effettua telefonate mute, causando nella vittima un forte stato di ansia, la paura per l’incolumità propria o quella di un prossimo congiunto ovvero l’esigenza di cambiare le proprie abitudini di vita integra a tutti effetti gli estremi del reato di atti persecutori (c.d. stalking) punibile con la reclusione da sei mesi a quattro anni (salvo i casi in cui siano configurabili le aggravanti). Questi alcuni consigli utili:
1. evitare ogni tipo di contatto con lo stalker: cercare di essere gentili e parlare per fargli comprendere che sta sbagliando non farà altro che rinforzare la sua condotta. Pertanto, dopo avergli detto che non volete avere alcun tipo di contatto, dovete evitare di cadere nelle suetrappole e tranelli: per voi lo stalker non deve più esistere.
2. cercare l’aiuto delle autorità e rivolgersi immediatamente a chi opera in questo settore. E’ importantissimo conservare le prove, non cancellare i messaggi o le e-mail, ne tanto meno la lista delle chiamate: appuntatevi quando ed a che ora lo avete trovato sotto casa e quando lo avete notato a spiarvi. Tutti questi elementi saranno utili per formalizzare una denuncia.
3. studiare un piano di sicurezza che comprenda anche un piano di emergenza per se ed i propri familiari fornendo ad amici, coinquilini e colleghi di lavoro informazioni su quanto vi sta accadendo in modo che possano comprendere alcuni vostri comportamenti.
4. Misure diverse a seconda del tipo di molestia:
a. molestie sul posto di lavoro: informare immediatamente il proprio datore di lavoro, se lo stalker fosse lui, potrebbe essere necessario denunciarlo e cambiare lavoro.
b. molestie telefoniche: se rispondete ad una chiamata dello stalker riattaccare gentilmente senza mostrare paura e non rispondetegli nuovamente, registrate ogni chiamata in arrivo, cambiate numero di cellulare, tenete sempre un altro cellulare a portata di mano in caso di emergenza.
c. cyberstalking: rimuovere la propria presenza dai social network, dalle chat e da siti che potrebbero contenere informazioni che vi riguardino (o quantomeno limitarne l’accesso ai soli amici fidati). In ogni caso il pc da maggiori possibilità di memorizzare ogni contatto da parte dello stalker come mail o messaggi e, nel caso di contatti, sarà più facile raccogliere delle prove quando lo andrete a denunciare.

 

Avv. Lorenzo Puglisi
Avvocato specializzato in diritto di famiglia e minorile

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