Vaccini obbligatori a scuola, accettato emendamento per ridurli da 12 a 10

La commissione Sanità del Senato ha accettato un emendamento che alleggerisce il decreto sull’obbligo vaccinale previsto per la scuola

La presidente della commissione Sanità in Senato, Emilia Grazia De Biasi, ha proposto un emendamento al decreto sull’obbligo vaccinale previsto per la scuola che punta a ridurre le terapie da 12 a 10. Oltre a questo, è stato richiesto di introdurre un concetto di “obbligatorietà” più flessibile, di alleggerire le sanzioni pecuniarie previste per le famiglie che non vogliano vaccinare i propri figli, e di ammorbidire la parte in cui si stabilisce la perdita della patria potestà. Questo emendamento è stato accolto dalla stessa commissione Sanità, e si va ad aggiungere agli altri 258 proposti che, come punto in comune, hanno quello dell’eliminazione della parte in cui si stabilisce la perdita della patria potestà nel caso in cui i genitori decidano di non vaccinare i propri figli.

I vaccini che non sarebbero più obbligatori, ma raccomandati, sono quelli dell’antimeningite B e C, mentre rimarrebbero nella lista delle immunizzazioni da fare quelli previsti nell’esavalente, ossia l’anti-poliomelitica, l’anti-difterica, l’anti-tetanica, l’anti-epatite B, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus B. Per quanto riguarda i quattro rimasti invece – l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite e l’anti-varicella – si mantiene sì l’obbligatorietà, ma solo per tre anni: l’emendamento chiede infatti che al termine di questo periodo si riconsideri la possibilità di mantenerli come “raccomandati” e non più necessari. Il motivo, addotto dalla presidente Emilia Grazia De Biasi, è che non ci troveremmo in una situazione tale per cui tutti questi vaccini debbano essere obbligatori.

Contraria a questo emendamento la ministra della Salute Beatrice Lorenzin: quest’ultima ha difeso il valore scientifico del decreto sull’obbligo vaccinale previsto per la scuola, ma ha detto di rispettare la sovranità del Parlamento e le decisioni che deciderà di prendere. L’emendamento verrà discusso e votato martedì e, secondo quanto riferito dalla presidente della commissione Sanità del Senato, ci sono buone probabilità che sia accolto.

L’obbligo vaccinale riguarda i ragazzi che frequentano la scuola con un’età compresa tra zero e sedici anni. Il decreto prevede anche delle multe – per i genitori che non procedano all’immunizzazione dei propri figli – che vanno da un minimo di 500 euro a un massimo di 7500 euro, e la segnalazione delle famiglie da parte della Asl al Tribunale dei minori. Con l’emendamento proposto si dovrebbero alleggerire soprattutto quest’ultimi due punti.

Vaccini obbligatori a scuola, accettato emendamento per ridurli da 12 a 10
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