Una legge per assicurare l’amore erotico anche ai disabili con l’assistenza sessuale

Max Ulivieri ha fondato un Comitato per promuovere l'introduzione dell'assistenza sessuale alle persone con handicap fisici e psichici

Max Ulivieri è un ragazzo sveglio e intraprendente, che vuole rivoluzionare un po’ il mondo e introdurre per le persone con handicap fisici e psichici, l'”assistenza sessuale” legalizzata. Max ci ha pensato molto, la cosa lo tocca da vicino, anche se lui è stato più fortunato e l’amore l’ha trovato davvero, un amore vero, un matrimonio con una bellissima ragazza siciliana, qualche anno fa grazie all’aiuto della rete. E proprio Internet ha salvato Max, in un blog ha scritto i suoi pensieri e così ha potuto farsi conoscere, molte donne hanno voluto continuare il rapporto dal vivo.

Aveva due anni quando si accorsero che qualcosa non andava in lui, vari esami e poi una biopsia. La sentenza che non avrebbe vissuto più di 25 anni a causa della distrofia muscolare che poi si è scoperto essere la C.M.T.1A,che comunque lo ha ridotto, come lui dice: un mucchio di ossa storte. 

Max è giovane è nato nel 1970 e la sua malattia invalidante lo costringe oggi su una sedia a rotelle, ha fondato un Comitato per raggiungere in Italia un obiettivo che in altri paesi d’Europa è già realtà: il diritto al love-giving. L’introduzione legalizzata all’assistenza sessuale per i disabili. Come riferisce La Stampa.

Sull’argomento, oltre al libro “Loveability”, c’è un disegno di legge, presentato in Parlamento da un anno e mezzo che attende di essere approvato.

Sono tre anni che Max ha iniziato la sua battaglia, ma i problemi sono tanti spiega, perché in Italia è in vigore la legge Merlin che vieta la prostituzione e la differenza col suo progetto è molto sottile: formare personale specializzato anche dal punto di vista emotivo e affettivo, per aiutare i disabili a liberare le loro spinte empatiche, alimentare la stima per se stessi oltre che soddisfare l’aspetto strettamente carnale.

Max ricorda bene tutte le difficoltà: il suo primo bacio a 18 anni – già sulla sedia a rotelle – poi più nulla. Il suo desiderio sessuale, come tutti gli adolescenti cresceva, ma la difficoltà a presentarsi a una donna era tanta. E così la sua prima volta avvenuta anni dopo, a 28 anni con una escort. Ma uno dei grandi problemi, per chi è disabile è la mancanza assoluta di intimità e l’impossibilità di vivere le prime “esperienze” in solitudine. Tutto è complicato, chiudersi in un bagno o rimettersi in ordine dopo aver sperimentato il piacere. Per chi a disagi mentali e vive in comunità, l’intimità non è concepita, chi vive in casa accudito dai familiari a volte viene aiutato dai propri parenti. Situazioni penosissime per tutti. Spiega Max.

Il suo progetto non conosce arresti – sempre in giro con sua moglie per promuovere il “love giving” – hanno ricevuto fino ad ora 100 iscrizioni per aspiranti “assistenti sessuali” che dopo una rigida selezione sono diventati 30. Dovranno affrontare 200 ore di training, che al momento sono in stand-by, in attesa che il Parlamento si occupi del disegno di legge.

Ma è così convinto di quello che sta facendo, che se entro l’anno la situazione non si sblocca, darà il via comunque ai corsi. Magari  – continua Max –  “la prossima intervista, la rilascerò da dietro le sbarre”. La conclusione ironica della lunga intervista rilasciata da Max  al quotidiano La Stampa.

 

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