Tiziana Cantone e le altre vittime del web: la gogna online che uccide

Tiziana Cantone è solo l'ultima vittima del web. Ecco cosa succede quando i social feriscono, offendono e fanno male, troppo male

Alla fine Tiziana Cantone non c’è la più fatta, non è riuscita a superare gli insulti, le prese in giro, i giudizi e ha deciso di farla finita, suicidandosi. La 31enne se n’è andata impiccandosi con un foulard, nella cantina di quella stessa casa in Toscana in cui si era trasferita, insieme alla madre, per sfuggire alla gogna mediatica, ai commenti dei compaesani e ai messaggi volgari che le arrivavano spesso. Il dolore per quel video finito online però è riuscita a raggiungerla anche lì e lei ha scelto di andarsene, nel tentativo di trovare quell’oblio che le era stato negato.

La storia di Tiziana Cantone è solo l’ennesima parabola di una vita veicolata, commentata e distrutta dai social. Una piattaforma dove condividere pensieri, fare amicizia e – perché no – trovare lavoro, ma spesso anche per giudicare, ferire e umiliare. Tiziana non voleva essere sul web eppure c’è finita, contro la sua volontà, in centinaia di siti, su pagine Facebook dedicate, gruppi WhatsApp. In tanti hanno visto quel video, ridendone magari, commentandolo con gli amici, deridendolo. Occhi che hanno visto Tiziana in un momento intimo, che sarebbe dovuto rimanere privato e che invece l’ha fatta finire alla gogna, giudicata da tutti, conosciuta da tutti.

Il suo non è un caso isolato. Uno fra i più crudeli è quello della canadese Amanda Todd, suicidatasi a soli 15 anni. Qualche anno prima aveva conosciuto un ragazzo online e gli aveva inviato qualche foto a seno nudo che lui aveva pubblicato su tutti i social. Amanda, disperata, aveva cambiato vita per sfuggire a insulti e prese in giro, ma la cattiveria del web l’aveva seguita lo stesso. Dopo aver tentato il suicidio si era salvata per miracolo e i bulli, invece di smetterla, le avevano scritto “riprovaci”, fino a quando non si è uccisa ingerendo candeggina.

Stesso destino per una mamma di Treviso i cui scatti osé, realizzati per un amico online, erano finiti sui social. La donna, madre di due figli si è impiccata nel bagno di casa scrivendo: “Non posso sopportarlo“. L’ultimo caso è quello di una ragazza di Rimini che, violentata in discoteca da uno sconosciuto, è stata ripresa dalle amiche che, non solo hanno riso mentre lei veniva stuprata, ma hanno anche diffuso il video su WhatsApp. Proprio come Rehtaeh Paerson che, dopo una violenza di gruppo, ha visto il video dell’aggressione del branco finire online. Insultata e presa in giro ha scelto di togliersi la vita a soli 15 anni.

Tiziana Cantone e le altre vittime del web: la gogna online che uccide
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