Raffaella Carrà, addio a Boncompagni fra le lacrime: “Mi porterò dietro l’uomo”

Raffaella Carrà ha raggiungo la camera ardente per l'ultimo saluto a Gianni Boncompagni, ricordando fra le lacrime l'artista e l'uomo

Raffaella Carrà dice addio a Gianni Boncompagni fra le lacrime, ricordando non solo l’artista, ma anche l’uomo. L’autore, paroliere, conduttore, regista radiofonico e televisivo è scomparso domenica 16 aprile all’età di 84 anni. La Carrà era particolarmente legata a Boncompagni e i due avevano spesso collaborato insieme per realizzare programmi di successo come “Pronto, Raffaella?” e “Carramba che fortuna!”.

Arrivata alla camera ardente allestita nella sede Rai di Via Asiago a Roma per l’ultimo saluto all’amico, Raffaella Carrà è apparsa particolarmente provata. “Ho assimilato adesso quello che è successo – ha detto – Sono contenta dei complimenti che gli hanno fatto, ma io ho potuto vivere con lui e mi sono potuto godere Gianni in casa sua con le sue tre figliole. Mi porterò dietro l’uomo. Rimarrà sempre nel mio cuore”.

“Gianni se n’è andato piano piano – ha proseguito la conduttrice – ha avuto un coraggio da leone, è stato molto sereno. Abbiamo potuto ancora ridere e scherzare, abbracciarlo e dargli tanti bacini fino all’ultimo prima di lasciarlo andare”.

Tanti i personaggi famosi accorsi a dire addio a Boncompagni, considerato un pilastro della televisione italiana. “Oggi è una giornata tristissima” ha spiegato Renzo Arbore arrivato fra i primi, insieme con Marisa Laurito, Benedicta e Brigitta Boccoli, Alba Parietti, Riccardo Rossi e Nino Frassica. “Gianni Boncompagni rappresenta un pezzo della mia vita, una storia d’amore romantica – ha svelato Isabella Ferrari – Lui è stato un genio anticonformista che ho avuto il privilegio di incontrare, a 17 anni: a quell’età, se si incontra una personalità di tale portata, si può solo crescere dal punto di vista professionale. Gianni è stato un uomo di grande genialità che ha fatto la storia di radio e televisione”.

“Oggi papà è tornato a casa, non ci poteva essere luogo più perfetto di questo per salutarlo” ha detto la figlia Barbara, mentre nel corso della cerimonia funebre i nipoti Mattia e Brando hanno ricordato il nonno: “Che ci avessi preparato un ottimo scherzo per Pasqua non c’erano dubbi: solo tu potevi rubare la scena a Cristo. Grazie nonno, per tutto quello che ci hai insegnato, per averci dato nostra madre, tua figlia, e soprattutto per averci insegnato a scherzare”.

“Per me è difficile piangere un amico – ha svelato Roberto D’Agostino – anche se io per Gianni provavo davvero soggezione: ti poteva fulminare in tre secondi con una battuta. Quando lo vidi la prima volta stavano registrando Bandiera Gialla. Avevo 17 anni e lui 15 anni più di me. Entrai in quello studio e la mia vita cambiò per sempre”.

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