Programmi politici per le donne

I problemi del mondo femminile, soprattutto nel nostro Paese, sono ancora ampiamente sottovalutati. Solo recentemente i programmi politici dei vari partiti cominciano a occuparsi delle donne, dei loro diritti e del ruolo sociale che ricoprono. Per le prossime elezioni, i punti programmatici a favore delle donne stanno diventando un cavallo di battaglia per la propaganda elettorale. 

Il problema della scarsa occupazione femminile (l’Italia è penultima in Europa) è affrontato nel quinto punto programmatico del Partito Democratico, che esprime l’esigenza di trasformare “l’enorme capitale umano femminile inattivo in un asso da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale”. Secondo il PD, il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo è necessario investire sul lavoro delle donne. 

Avere più donne occupate significa infatti avere più crescita, più nascite (come dimostra l’esperienza degli altri paesi europei), famiglie più sicure economicamente e più dinamiche e meno minori in povertà. Bisogna aiutare le mamme a lavorare. Si può fare grazie ad asili nido e scuole elementari con orari e chiusure adatti alla vita lavorativa e assistenti di maternità per le mamme in difficoltà. Inoltre, è necessario istituire un credito d’imposta per le donne lavoratrici, dipendenti e autonome, per le spese di cura, prima alle donne del Sud, poi a tutte. Infine, è necessario approvare subito il “pacchetto sicurezza” e attivare il Piano contro la violenza alle donne.

Anche nel programma del Popolo della Libertà, i punti a favore delle donne riguardano occupazione e lotta alla violenza. Si parla infatti di attuazione della Legge Biagi per incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro e realizzare più inclusione di donne, oltre a giovani, anziani e disabili e di inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne: gratuito patrocinio a favore delle vittime, istituzione del Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei componenti del nucleo familiare. Anche L’Udc propone una legislazione più favorevole all’occupazione femminile (dal credito di imposta alla riduzione degli oneri contributivi) e sottolinea il “rispetto della vita umana dal concepimento alla morte naturale”, oltre a quello “della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna”.

La Destra Fiamma Tricolore propone più donne in politica. La soluzione starebbe nelle quote rosa, con una maggior presenza di donne auspicata, oltre che in politica, anche nel mondo del lavoro. Donne che abbiano sì maggiori diritti, ma che siano anche – riavvicinandosi in questo alla tradizione – “motore propulsivo della famiglia”.

Secondo La Sinistra L’Arcobaleno nemmeno negli anni ’70 l’attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c’è chi propone una moratoria contro l’aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne. Propone inoltre una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute. Propongono infine una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Programmi politici per le donne
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