Polonia, dopo le proteste bocciata la legge che vietava l’aborto

Bocciato in Polonia il disegno di legge che avrebbe di fatto vietato l'aborto. Decisve le proteste in piazza delle donne

Il parlamento polacco ha bocciato il disegno di legge di iniziativa popolare che avrebbe vietato di fatto l’aborto nel Paese. Una decisione arrivata dopo giorni di intense e partecipate proteste di piazza a cui in una sola giornata hanno preso parte 100.000 persone in tutta la Polonia, a cui si sono aggiunte diverse manifestazioni di solidarietà a Berlino, Londra e Parigi.

Il testo, promosso dai movimenti pro-vita, intendeva inasprire ancora di più una delle leggi più restrittive d’Europa: con le nuove regole la possibilità di abortire sarebbe rimasta solo in caso di grave rischio per la vita della madre mentre sarebbero state eliminate le altre due eccezioni: gravidanza frutto di incesto o violenza e gravi patologie irreversibili per il feto.

“E’ uno scandalo e una grande delusione – dice Marius Dzierzawski, di una delle associazioni che hanno appoggiato il disegno di legge – Il partito conservatore è andato al potere grazie agli slogan sulla rinascita morale ma non ne è rimasto niente.”

Una grande vittoria invece per le donne e per tutti quelli che in questi giorni si sono opposti al disegno di legge scendendo in piazza. Una vittoria che va però difesa, avverte Zofia Marcinek, fra gli oppositori della legge anti aborto.

“Il governo non ha cambiato la sua opinione sull’argomento. C’è sul tavolo un provvedimento simile. Noi dobbiamo ancora lottare per una educazione sessuale migliore, per un accesso migliore agli anticoncezionali, e soprattutto dobbiamo ricordare che la battaglia è tutt’altro che finita”.

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