Staccata la spina al piccolo Charlie Gard. Addio al bambino che ha commosso il mondo

"Il nostro Charlie se ne è andato", l'annuncio dei genitori del piccolo affetto da una rara malattia

«Il nostro piccolo bellissimo bambino se ne è andato, siamo così orgogliosi di te Charlie». Con queste lapidarie parole, piene di commozione, Connie Yates, la mamma di Charlie, ha salutato il piccolo affetto da una devastante malattia genetica che ha sollevato nelle ultime settimane un dibattito mondiale e diviso l’opinione pubblica. È anche la fine anche di una battaglia legale senza precedenti che ha coinvolto quattro diversi gradi di giudizio. Una storia che aveva stretto il cuore dei principali leader mondiali e di buona parte della popolazione mondiale.

«Affido al Padre il piccolo Charlie e prego per i genitori», questo il lapidario tweet di cordoglio diramato dal Papa. Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, non senza toni polemici, ha ricordato che la grandezza dell’Amore di Dio non stacca la spina. Per il piccolo Charlie si erano mossi i luminari internazionali della medicina, proponendo cure sperimentali, ma è stato ritenuto tutto inutile, troppo gravi i danni causati dalla malattia.

Il suo nome era Charlie Gard, a breve avrebbe compiuto un anno di vita. Malato di un morbo giudicato incurabile, il piccolo era ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra. La storia della sua malattia – che, secondo i medici, è stata per lui causa di enormi sofferenze – è arrivata fino alla Corte Europea dei Diritti Umani, portata dai genitori. Che hanno fatto di tutto per salvarlo, e che avrebbero voluto portarlo in America per sottoporlo ad una cura sperimentale. Per raccogliere fondi, i due, avevano persino lanciato una colletta. Invano. «Si tratta di accanimento terapeutico, gli organi sono ormai compromessi». Avevano sentenziato i medici.

Malato di una malattia rarissima (la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, che porta al progressivo indebolimento dei muscoli), di cui sono noti solo 16 casi al mondo, e giudicato un malato terminale, Charlie Gard si è spento tra le braccia di mamma e papà che, lo scorso 26 giugno, si sono visti respingere il ricorso: secondo la Corte Europea dei Diritti Umani, ulteriori trattamenti avrebbero provocato a Charlie “dolore continuo, sofferenza e stress”.

Sulla pagina Facebook dedicata al loro bimbo, Connie e Chris Gard hanno scritto tutta la loro disperazione: “Non ci è stato permesso di scegliere quando e dove Charlie avrebbe potuto morire. Ma, ciò che conta adesso, è che morirà con la consapevolezza di essere amato da migliaia di persone”. Ci hanno provato in tutti i modi, i due, ad evitare che quella spina fosse staccata. «Ogni singolo giorno promettevamo a nostro figlio che l’avremmo portato a casa. Avremmo voluto fargli un bagnetto, farlo dormire in quella culla in cui non è mai potuto stare. Ma non ci è stato permesso», hanno dichiarato in un’intervista a Mail Online. «Li abbiamo pregati di concederci almeno il weekend, per permettere ad amici e parenti di vedere Charlie per l’ultima volta. I dottori ci dicevano che non avrebbero fatto pressioni per spegnere il respiratore, ma lo stanno facendo». Parole in cui c’è tutta la sofferenza di due giovani genitori che non hanno potuto trasferire il loro bimbo in un ospedale specializzato, che magari la sua vita l’avrebbe salvata.

I genitori di Charlie Gard: "verrà staccata la spina che lo tiene in vita"

Fonte: Facebook

 

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