Domenico Diele, il mostro più grande è la solitudine

Domenico Diele è l’attore che ha investito e ucciso una donna. Un post di Claudia Zanella mette in luce il vero problema: perché i suoi presunti amici non l'hanno aiutato?

Domenico Diele, l’attore di “ACAB” e delle serie televisive “Di padre in figlia”, “Don Matteo”, “1992”, “1993”, ha investito e ucciso una donna nella notte tra venerdì 23 giugno e sabato 24 giugno 2017  nel Salernitano.

Domenico guidava sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (è risultato positivo sia ai cannabinoidi che agli oppiace) senza patente, sospesa proprio per un problema di droga, e con l’assicurazione scaduta.

Domenico ha confessato la dipendenza da eroina. Ma non era “fatto” venerdì notte. Lui dice di essersi distratto per colpa del telefonino. Un attimo, quello che può capitare a ognuno di noi, tossicodipendente o non, e una vita si è fermata. Un’altra, la sua, rovinata per sempre.

Domenico si trovava nel Salernitano, ironia della sorte, per le riprese del film “Una vita spericolata” del regista Marco Ponti.

L’attore si trova ora in carcere, con l’accusa di omicidio stradale aggravato.

Sì, sono in crisi d’astinenza, ma è giusto così, è giusto che soffra. Sono colpevole. Urlerò la mia colpevolezza con tutte le forze. Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare. Devo pagare quello che decideranno i giudici e se servisse a qualcosa pagherei di tasca mia anche qualunque cosa alla famiglia. Però non sono un criminale. In televisione si parla di me come un assassino drogato: non è così

Tra chi si è scagliato contro di lui, indignato per l’accaduto, per la facilità (evitabile) con cui è morta Ilaria Dilillo, questo il nome della 48enne investita. E chi i tanti e presunti amici di Facebook, hanno cercato di prenderne, per quanto possibile, le difese.

Lui, al primo interrogatorio, aveva dichiarato di avere pochissimi amici ( “Ormai praticamente nessuno”)

Ho soltanto il lavoro, e se da questa vicenda uscirò con la carriera distrutta non avrò più nemmeno quello

Un bel post dell’attrice Claudia Zanella, moglie del regista Fausto Brizzi, pubblicato su Instagram, evidenzia il problema alla base di questa tragedia. Il vero mostro di questa brutta storia: la solitudine

Vedo su Facebook un tripudio di amici di Domenico Diele. E tra tutti questi, nessuno che sapendo delle sue dipendenze lo accompagnasse in macchina o lo obbligasse a non salire in automobile da solo dopo una festa? La verità’ è che siamo sempre più soli, non ci si aiuta più, non ci si protegge più, non si condivide più la vita. Vediamo decine e decine di volti al giorno, ma sono volti sconosciuti. Dovremmo ristudiarci bene il significato della parola amicizia, almeno prima di usarlo

Domenico Diele, il mostro più grande è la solitudine
Domenico Diele, il mostro più grande è la solitudine