Cos’è il codice rosa contro la violenza sulle donne?

Dall'esperienza delle ASL toscane nasce la proposta del codice rosa contro la violenza sulle donne. Scopriamo insieme in cosa consiste

Il 15 dicembre, con la legge di stabilità, è stato proposto un emendamento da parte della deputata del PD Fabrizia Giuliani, che intende inserire il codice rosa in tutti i pronto soccorsi d’Italia. Questa idea nasce dall’esperienza già praticata nelle ASL toscane e cerca di favorire la denuncia da parte delle vittime di abusi. Questo codice si aggiungerebbe a quelli già esistenti in pronto soccorso per individuare immediatamente i soggetti che arrivano in ospedale a causa di violenze.

Nello specifico è nata una stanza apposita all’interno del pronto soccorso, alla quale accedono tutti gli specialisti interessati al caso. Il progetto supera però i confini dell’ospedale, infatti il personale sanitario collabora sia con le forze dell’ordine che con i magistrati. L’intervento di questa task force permette di prestare immediatamente sia le cure mediche e il sostegno psicologico necessari a queste vittime di abusi, che di avviare tempestivamente le indagini delle forze dell’ordine, velocizzando i tempi dei processi.

Nella Asl 9 di Grosseto, solo nei primi due anni, sono stati registrati circa 1.000 codici rosa, con una media di circa 30 casi al mese. Negli anni è stato verificato un aumento delle denunce, con un aumento significativo delle vittime maschili. I professionisti che fanno parte di questo progetto ricevono una formazione comune sulle procedure da seguire, inoltre è stata creata la figura della sentinella, cioè del personale formato appositamente per riconoscere le possibili vittime, con il compito di favorire il loro accesso al servizio.

Per il momento l’emendamento è stato approvato dalla commissione di bilancio, ma ha riscontrato diverse opposizioni sia dal mondo politico che da parte delle associazioni che da anni affrontano il problema della violenza. Il codice rosa tenderebbe più a obbligare alla denuncia delle violenze che a tutelare le vittime lasciandole libere di scegliere. Secondo la presidente dell’associazione D.i.Re, Titti Carrano, è impossibile assimilare le vittime della violenza maschile alle altre fasce colpite da abusi, infatti il primo desiderio di queste donne è tutelare sé stesse e i propri figli e, magari, di riuscire a recuperare il rapporto con il partner. Secondo invece la deputata Giuliani questa proposta è un passo importante per contrastare la violenza, nel pieno rispetto della privacy, e nella tutela delle persone più deboli e vulnerabili.

Immagini: Depositphotos

Cos’è il codice rosa contro la violenza sulle donne?
Cos’è il codice rosa contro la violenza sulle donne?