Caterina Balivo condannata in primo grado per diffamazione

La presentatrice di "Detto Fatto" deve pagare una multa di 600 euro per una vicenda accaduta nel 2011 quando conduceva la trasmissione "Italia sul Due"

Caterina Balivo è stata condannata in primo grado per diffamazione. Dopo il post su Diletta Leotta, altri guai per la presentatrice di Detto Fatto che deve pagare una multa di 600 euro per un fatto accaduto nel 2011 quando conduceva la trasmissione Italia sul Due, come riporta Libero Quotidiano.

La Balivo invitò nello studio Wilma Goich per raccontare la sua storia. La cantante aveva dichiarato di essere stata vittima di usura. Durante il racconto la conduttrice napoletana mandò in onda delle immagini di testate giornalistiche dove si facevano nomi e cognomi delle persone indicate dalla Goich come usurai, che però già nel 2010 erano state assolte.

Da qui la denuncia per diffamazione contro Caterina Balivo. Il Tribunale ha condannato in primo grado la conduttrice a risarcire le parti lese con 600 euro. L’accusa aveva chiesto il pagamento della stessa somma poi decisa dal giudice che ha predisposto una provvisionale complessiva di 30mila euro per le parti civili.

La presentatrice napoletana non ha commentato l’accaduto. Al contrario sui suoi profili social si è dedicata a illustrare il nuovo look per la primavera, firmato Fendi, e a rilassarsi in montagna davanti a una tazza di tè. Il post sul suo weekend ha però irritato non poco i follower che non hanno gradito l’ostentazione della sua vita fatta di privilegi:

Sempre con il sorriso per te è facile,una casa in montagna,una al mare,una sul lago e cmq la possibilità economica di fare tutto ciò che si desidera,sempre!

Qualcuno comunque le fa i complimenti (sempre però sottolineando quanto sia fortunata e benestante):

Non tutte le persone benestanti hanno l’intelligenza di scegliere la salute, la natura, anche una bella e sicuramente allegra famiglia.

Caterina Balivo condannata in primo grado per diffamazione
Caterina Balivo condannata in primo grado per diffamazione