Street fashion: l’alta moda rivisitata da chi la indossa diventa trend

Quando la moda che nasce dalla strada detta le regole, e lo street style diventa lo stile vincente

La riscossa delle fashion victim passa per la strada e poi finisce in rete. Gli appassionati di moda, gli esperti più esperti degli esperti, quelli che non si perdono una sfilata e che sono abbonati a tutti i giornali femminili, stanno vivendo il loro momento di gloria. La loro piccola grande rivoluzione si chiama “street fashion” e sta scuotendo il sistema. La definizione arriva dal Giappone: un capo classico o firmato, personalizzato e trasformato da chi lo indossa attraverso modifiche o l’inserimento di elementi nuovi o tradizionali. Si parte dall’acquisto di un abito finito, in negozio, poi lo si rende unico, eventualmente intervenendo anche con forbici, ago e filo.

E così l’attenzione si sposta dalle passerelle all’uomo della strada. E se alle sfilate di moda gli street fashionist ci vanno ancora, è solo per passione e per prendere ispirazione. Ma i very trend oggi arrivano dal basso, non più dal “sistema”. Se n’è accorto l’autorevole New York Times, che da qualche tempo dedica una rubrica al fenomeno. Il punto di ritrovo naturalmente è il web. Al grido di «la moda che non nasce dalla strada è condannata a diventare démodé» si apre Fashionhunter.net, il sito italiano dedicato alla street fashion. Poi si va all’estero: Streetpeeper.com raccoglie il meglio dai marciapiedi delle più grandi metropoli, New York, Los Angeles, Tokyo, Parigi, Sidney, Seul… Segno che ormai la moda è un fenomeno globale. London street fashion si concentra solo sulla città del Big Bang: si apre con una mappa, si clicca su una zona e compaiono le foto dei suoi abitanti. Londinese anche Face Hunter. Per le strade di San Francisco Streetfancy.blogspot, fondato da Matthew L. Gates, blogger di fama, e gestito con alcuni amici. Dalla Svezia, The Fashionist, che appartiene però a Fosco Giulianelli, un italiano residente a Stoccolma. Su Fuk il motto è “fashion from the concrete catwalk” ovvero la moda delle passerelle di catrame. E per chi vuole fare un giro in Giappone, dove tutto ebbe origine, c’è Style-Arena. Gli amanti di Seattle e delle sue pioggerelline, non possono perdersi Pikepine, che tra l’altro è uno dei siti più famosi sulla street fashion. Funziona col sistema dell’autogestione, infine, il blog Share your look: il lettore si scatta una foto, la spedisce e finisce online. Se sei fico faccelo sapere, insomma.

Ma il blog più celebre di tutti è The Sartorialist, che nella classifica di Time Magazine è stato tra i “Top 100 Design Influencers”.

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