Come portare un cappotto con stile

Dal colore al tessuto passando per la morfologia: ecco alcuni consigli per acquistare e indossare il cappotto con eleganza

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Fonte: Thinkstock

Il cappotto è l’indumento per eccellenza che permette di non sentire freddo quando la temperatura si abbassa. Molte di noi ne vedono solo il lato funzionale e si accontentano di infilarlo senza pensarci troppo. È, invece, molto più rivelatore di quanto si creda, e svela in maniera molto chiara la personalità: c’è il partito dei classici cappotti a tre-quarti contro quello dei piumini imbottiti, quello delle pellicce contro quello dei bomberini, quello dei montgomery contro quello dei cappotti doppiopetto, del parka o del trench. In inverno, è la prima cosa (e talvolta la sola) che si nota. Spesso crediamo di dover scegliere fra stare al caldo e avere stile. E se provassimo a combinare le due cose?

Consiglio colore n°1 – Sono stanca di passare inosservata
Già dai primi freddi, le strade si riempiono di ragazze nascoste sotto cappottoni neri. Il look passe-partout è assicurato! Ok, sappiamo che un cappotto corvino a tre-quarti sta bene con tutto, ma perché non differenziarsi, dimostrando di avere un po’ di fantasia? Il color lampone è il più appetitoso quando il termometro si abbassa, ma ci sono anche l’arancio ghiacciato, il rosa shocking, l’azzurro bébé oppure il rosso, il giallo limone, il color cioccolato o ardesia. Senza dimenticare, poi, tutte le sfumature dei tessuti tweed e mélange.

Consiglio colore n°2 – Due opzioni chicchissime  
Il color crema, favoloso per il cappotto classico, per il trench e anche per il cappotto doppiopetto.
Il leopardato, da portare in modo un po’ rétro su una figura sobria e monocroma.

Consiglio morfologia n°1 – Tutte le lunghezze vanno bene, dalla vita fino ai piedi!
Le più basse dovrebbero evitare di scendere sotto il ginocchio (rischierebbero di sembrare un cappotto che cammina): il classico tre-quarti è la scelta sicura, anche se un modello con cintura, che arriva fino a metà sedere, disegna una figura più slanciata. Le stangone possono permettersi il giubbotto ultra-corto che si porta con le mani in tasca… ma anche il lungo cappotto militare, dal quale si intravedono solo gli stivali. 

Consiglio morfologia n°2 – Anche i modelli sono infiniti: dritto, squadrato, con cintura…
Il più facile da portare? Quello a tre-quarti (che arriva al ginocchio), sfiancato e leggermente svasato. Se è troppo dritto, le più rotondette rischiano di sembrare infagottate. 

Consiglio tessuto n°1 – Quanto ai tessuti, è difficile immaginare una scelta così ampia 
C’è un abisso tra la pelliccia e il tessuto impermeabile del trench! L’ideale è averne due: uno per la mezza stagione (ad esempio, un bell’impermeabile) e uno da portare in pieno inverno (classico, ma caldo, è il cappotto a tre-quarti in pura lana).

Consiglio tessuto n°2 – Appena arriva il caldo, porto tutti i miei cappotti in lavanderia…
…e poi li ripongo nelle loro custodie di plastica. Lasciarli tutta l’estate nell’armadio, senza che siano stati lavati, è fuori discussione: lo sporco si incrosterà e basta! La pelle, il cuoio o la pelliccia possono richiedere dei veri esperti, quindi non sono decisamente fatti per le più pigrone.

Tratto da: Guida all’armadio: cheap o chic”, Morellini Editore

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