Unschooling: niente scuola, meglio viaggiare. E i genitori si sostituiscono agli insegnanti

Unschooling, ovvero quando le famiglie lasciano i propri figli liberi di decidere come, dove e cosa imparare

unschoolingUnschooling è un termine coniato da John Holt nella sua newsletter “Growing without schooling” e allora significava genericamente imparare senza andare a scuola. Oggi con unschooling si fa riferimento a quelle famiglie che lasciano i propri figli liberi di decidere come, dove, quando e sopratutto cosa imparare. In questo caso la nave è pilotata in toto dal bambino, che però non è solo: i genitori sono parte attiva di questo apprendimento offrendo fonti di studio e sostenendolo nei suoi percorsi naturali.

Le famiglie che fanno unschooling fanno un grosso cambiamento perché devono dimenticare tutto quello che è stato loro insegnato sull’apprendimento e imparare a fidarsi dei propri figli a 360°. I genitori offrono gli strumenti per trovare le informazioni rispettando le scelte e i tempi del bambino.

La pratica da un po’ di tempo sta prendendo piede anche in Italia: niente scuola per i bambini, nessun curriculum da arricchire, nessun programma da seguire. Diverse famiglie scelgono per i propri figli un’istruzione alternativa, che non si svolge all’interno delle mura degli istituti scolastici e non prevede esami, interrogazioni e canonici libri di testo. La casa (e il mondo in generale) offrirebbero quotidiane e spontanee lezioni per crescere al meglio.

A scegliere l’unschooling è stata anche la famiglia King, che ha deciso di viaggiare per il mondo con i figli di quattro e sei anni, anziché iscriverli a scuola. Paul e Caroline King 19 mesi fa hanno venduto la loro casa a Cambridge, investendo i 280.000 dollari ricavati in giro per il mondo.

Winston e Henry in un anno e mezzo hanno visitato 15 paesi in compagnia dei genitori e la coppia è certa che i figli abbiano così acquisito una marcia in più rispetto agli altri bambini della loro età. Per questo non hanno intenzione di fermarsi, convinti che un’istruzione scolastica non sarebbe all’altezza di quella impartita nei viaggi e soprattutto cozzerebbe con il loro metodo educativo. “Non potremmo mai costringere i ragazzi ad andare a scuola o sostenere esami. Noi non alziamo mai la voce con loro, perché un insegnante dovrebbe farlo?”, ha dichiarato la mamma Caroline al Sunday Mirror.

Le prossime tappe previste sono Islanda e Australia, dopo aver già visitato Romania, India, Maldive, Malesia, Indonesia, Borneo, Thailandia, Laos, Stati Uniti, Colombia, Spagna, Egitto, Italia e Repubblica Ceca. Per sostenere questo stile di vita il signor King gestisce a distanza la sua impresa, che vende amache e altri mobili da giardino, ed è convinto che il modello d’istruzione da loro adottato sia il più saggio: “Perché leggere la storia e le culture in un libro quando si possono sperimentare in prima persona“.

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