Test di screening in gravidanza: Bi-Test, Tri-Test, translucenza nucale

Bi-Test, Tri-Test, traslucenza nucale: scopriamo insieme gli esami di screening da eseguire in gravidanza e la loro attendibilità

I test di screening sono dei controlli che si svolgono in gravidanza e hanno come obiettivo quello di stimare il rischio per una donna incinta che il feto che porta in grembo sia affetto dalla sindrome di Down e trisomia 18. Questi esami non sono invasivi, ma non forniscono una certezza pari al 100%. Solitamente vengono sconsigliati alle donne oltre i 35 anni, per valutare la possibilità che ci sia qualche pericolo per il bambino. Esistono tre tipi di test di screening: la traslucenza nucale, il duo test e il tri test.

Test di screening in gravidanza: la traslucenza nucale

Si esegue tra l’undicesima e la quattordicesima settimana di gravidanza. Il test più attendibile è costituito dal duo test e dalla traslucenza nucale. Questo esame misura la traslucenza nucale, ossia la raccolta di liquido nel feto. Secondo alcuni studi infatti più si inspessisce più aumenta il rischio che il piccolo contragga anomalie e la sindrome di Down. Consente dunque di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, soprattutto la trisomia 21 (sindrome di Down) o la trisomia 18 (sindrome di Edwards). Il test è attendibile all’80%.

Test di screening in gravidanza: il duo test

Si esegue fra l’undicesima e la quattordicesima settimana e ha come obiettivo quello di stimare il rischio del feto di contrarre la sindrome di Down o la trisomia 18. Ciò avviene valutando due proteine placentari attraverso l’analisi del sangue della mamma. Si tratta della PAPP-A (Pregnancy associated plasma protein, ossia la proteina della gravidanza) e la Bhcg (ossia la gonadotropina corionica), sommato ad un esame ecografico (translucenza nucale). Il rischio viene valutato con un software. Inoltre può identificare anche il rischio di anomalie anatomiche (cardiopatie congenite) oppure placentari.

Test di screening in gravidanza: il tri test

Si esegue fra la quindicesima e la diciassettesima settimana e viene fatto con un prelievo di sangue. Si prendono in considerazione tre fattori: l’alfafetoproteina, un valore biochimico utilizzato per valutare la presenza di spina bifida; l’estriolo libero e le Bhcg.  Il test è attendibile a circa il 60%.

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