Residui di gas cancerogeno nei biberon: neonati in pericolo in ospedale

Un'inchiesta giornalistica ha evidenziato la presenza di residui di un gas cancerogeno nei biberon usati per i neonati negli ospedali

Gas cancerogeno per sterilizzare i biberon utilizzati dai neonati in ospedale. Si tratta dell’ossido di etilene, che verrebbe usato per disinfettare i 7 milioni di dispositivi che vengono utilizzati nei reparti di neonatologia di tutta Italia. La questione è stata sollevata da “Report” grazie al Emanuele Bellano, che ha cercato di scoprirne qualcosa di più con un servizio che andrà in onda il 3 aprile su Rai3. “Cinquecentomila neonati italiani  – spiegano dalla redazione di Report – ogni anno succhiano, direttamente dai biberon dell’ospedale, residui di ossido di etilene, un gas cancerogeno secondo l’Oms. Oltre un anno fa, la direzione prevenzione sanitaria del ministero della Salute aveva raccomandato di non utilizzarli se non in casi particolari, ma alle Asl italiane, compresa quella di Alba (CN), non è stato comunicato e nel frattempo gli appalti sono andati avanti”.

Il gas verrebbe dunque sfruttato per sterilizzare i biberon destinati ai neonati, che in questo modo assumerebbero direttamente il gas cancerogeno. L’ossido di etilene inoltre sarebbe utilizzato anche per tettarele e alri presidi medici simili in vendita in farmacia considerati sterili e monouso.

Il gas in questione ha lo scopo di rendere sicuri i biberon, viene spruzzato su tutta la confezione e viene poi sottoposto ad un processo di degassazione, per eliminarlo. Le analisi di laboratorio però hanno fatto emergere una verità scomoda: molto spesso i residui non vengono cancellati e rimangono, esponendo i bambini ad un pericolo altissimo. A considerare una minaccia il gas è stata anche l’Organizzazione Mondiale della Santità (Oms) che ha evidenziato un “rapporto diretto tra ossido di etilene e leucemia. Ma si parla anche di tumori a cervello, stomaco e pancreas”.

Durante la puntata di “Report” è stato intervistato anche Marco Manservigi, ricercatore dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che ha spiegato: “l’ossido di etilene provoca mutazioni genetiche. Si possono avere danni legati all’apparato riproduttivo, quindi che vanno a influire sulla fertilità, sullo sviluppo delle gravidanze. Danni che possono essere trasmessi ereditariamente”. Nel frattempo le mamme sono sempre più preoccupate: se il gas è così pericoloso ed è stata appurata la presenza di residui all’interno dei biberon, allora perché questa tecnica di sterilizzazione non è stata abolita per garantire la salute dei più piccoli?

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