Diritti e doveri di un padre separato

Un papà lamenta di dover passare un assegno di mantenimento troppo alto. Inoltre la moglie non gli fa vedere il figlio quanto lui vorrebbe

Avv. Lorenzo Puglisi

Avv. Lorenzo Puglisi Avvocato specializzato in diritto di famiglia e diritto minorile

Buonasera, vorrei chiedere quali sono i miei diritti di padre. Io sono separato (non sposato) ho un figlio di 7 anni. Sono 5 anni che il bambino è con la madre, che per un periodo di quasi un anno è andata all’estero, quindi non potevo vederlo. Poi nelle festività non posso vederlo (compleanno, natale e altro). Io passo un mantenimento di €150 al mese, solo per gli alimenti perché i vestiti o regali come giocattoli li compro a parte, lavoro parte time 25 ore a settimana, ho a carico mia moglie e altri due figli più mia madre al mio paese. Vorrei sapere quanto devo passare a mio figlio, quante volte all’anno posso vederlo (purché fino ad adesso l’ho visto due volte nel 2015 e adesso dovrei aspettare le vacanze scolastiche perché la madre non vuole che io lo prenda per un fine settimana quindi lo vedo solo due o tre volte. Io abito a Milano e lui adesso abita a San Benedetto del Tronto (prima abitava a Milano). La ringrazio

La problematica che mi sottopone si compone di due distinte tematiche, certo legate tra loro, ma sicuramente non proporzionali. Non v’è infatti alcuna correlazione tra il quantum dell’assegno di mantenimento e il Suo diritto di visita.

Per ciò che riguarda esclusivamente la parte economica, l’obbligo di contribuire ai bisogni dei figli grava su entrambi i genitori in proporzione delle proprie disponibilità economiche. Essendo il minore affidato alla madre, che quindi provvede al mantenimento in forma diretta, a Lei spetterà l’obbligo di versare un assegno mensile, come del resto già fa. Il giudice, nel determinare l’importo dell’assegno per il minore, considera le “attuali esigenze del figlio”, che si concretizzano, non solo, nei bisogni, ma anche nelle legittime aspirazioni del minore e, più in generale nelle sue prospettive di vita.

Premettendo che un assegno mensile di 150 € è già da considerarsi piuttosto ridotto, se la sua condizione economica ha subìto modifiche (ovviamente peggiorative), come un licenziamento o una diminuzione sensibile della busta paga, o anche se i suoi carichi di famiglia sono aumentati (ad esempio per la nascita di un nuovo figlio) dal momento in cui il giudice ha stabilito l’ammontare di detto assegno, Lei potrà sicuramente richiederne una diminuzione, anche se oggettivamente è davvero improbabile che si possa scendere sotto i 100 € mensili.

Passando invece a ciò che afferisce il profilo della genitorialità Lei ha, senza ombra di dubbio, il diritto di vedere Suo figlio. Solo il Giudice può infatti limitare o escludere il Suo diritto di visita e solo ove risulti una condizione di manifesta carenza o inidoneità educativa. Va però considerato che l’obbiettivo primario del tribunale è il benessere del minore e, quindi, potrebbe ritenere che, essendo Lei stato escluso, non per sua volontà, dalla vita e dalla quotidianità di Suo figlio, sia necessario un inserimento graduale della figura paterna all’interno della routine del bambino.

Fonte: DiLei

Avv. Lorenzo Puglisi Avvocato specializzato in diritto di famiglia e diritto minorile Avvocato e Presidente dell’Associazione per la difesa della donna “SOS Stalking”, specializzato in diritto di famiglia, sia nazionale che internazionale, dal 2012 Lorenzo Puglisi è promotore di Family Legal: studio legale all’avanguardia dedicato al diritto di famiglia. Puglisi si occupa di una sfera molto precisa di problematiche giuridiche come le separazioni e i divorzi, offrendo anche soluzioni innovative come il “Divorzio all’estero”, ed è esperto in casi di sottrazione internazionale di minore. Nel 2013 ha pubblicato per Urra, Feltrinelli Con te ho chiuso! Il sito di Family Legal e di Sos Stalking. http://www.sos-stalking.it/

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