6 motivi per non sentirsi in colpa se passiamo poco tempo coi figli

I sensi di colpa sono una costante nella vita di ogni mamma, divisa tra lavoro, casa e figli. Eppure ci sono almeno 6 buone ragioni per non colpevolizzarsi

Il lavoro, la casa, le riunioni di scuola: ci vorrebbero giornate di 48 ore per riuscire a conciliare tutto e avanzare del tempo da dedicare ai nostri bambini.

I sensi di colpa sono una costante della vita di ogni mamma (soprattutto lavoratrice), combattuta anche dal desiderio, lecito e umano, di ritagliarsi qualche spazio personale.

Basta poi che il bambino dimostri un po’ di insofferenza verso la baby-sitter, il “nonno-sitter” o la scuola per farci sprofondare nel baratro dell’auto-colpevolizzazione e giungere alla fatidica conclusione: “Sto sbagliando  tutto, è solo colpa mia“.

Questo articolo non si propone di essere una panacea per ogni senso di colpa, ma solo l’occasione di fermarsi un attimo, prendere fiato, riflettere e scoprire che ci sono almeno 6 ottimi motivi per non sentirsi in colpa.

  1. Non conta la quantità, ma la qualità. Ce lo dicono in tanti -amici, parenti, colleghi-, ma ora lo sostengono a gran voce anche psicologi e psicoterapeuti: non è la quantità ma la qualità del tempo a fare la differenza. Basta anche solo un’ora al giorno, dedicata esclusivamente ai figli, senza nessuna distrazione, per farli stare bene. Un recente  studio americano, riportato da Riza, ha misurato le ore passate dalle madri con i figli e smentito il luogo comune che la presenza costante della mamma sia necessaria al loro “successo”. Lo studio pubblicato sul Journal of marriage and family ha evidenziato come la mera quantità di tempo passata con i figli non ha praticamente nessuna relazione sulla loro felicità e “successo” futuro. Su una ventina di indicatori considerati, dai voti a scuola al benessere emotivo, praticamente non ce n’è uno che sia in relazione diretta con il tempo investito dalla madre. Questo vale soprattutto per i bambini più piccoli, dai tre agli undici anni. Addirittura, in alcuni casi il troppo tempo passato con i figli sembra addirittura “dannoso” per loro, quando la madre è particolarmente stressata, dorme poco o è particolarmente ansiosa
  2. L’importanza dell’indipendenza e dell’autonomia. I bambini devono imparare a essere indipendenti, fa bene alla loro crescita e alla creazione di una personalità ben definita. Soprattutto, un bambino abituato fin da piccolo a non avere sempre la mamma accanto è un bambino “vaccinato” contro le difficoltà. Una mamma che lavora anticipa l’autonomia del bambino, che sarà maggiormente pronto contro imprevisti e piccole difficoltà quotidiane. Proprio come  l’organismo diventa più forte grazie al contatto con i nemici, così la lontananza del genitore abitua i bambini a contare di più su se stessi.
  3. Lavoriamo per loro. La nostra assenza è finalizzata al loro benessere: lavoriamo per garantirgli una buona istruzione, una buona educazione fisica (lo sport) e sociale.
  4. I rischi dell’eccessiva presenza. I genitori troppo presenti finiscono con il diventare inevitabilmente apprensivi. Sono talmente abituati ad averli sempre sotto mano e sott’occhio che quando non accade vanno in crisi. E i bambini abituati ad averli sempre accanto non acquisiscono quell’autonomia e sicurezza fondamentale per la proprio crescita emotiva.
  5. Più valore alla presenza. I momenti insieme acquistano più valore: il tuo ritorno a casa diventa ogni giorno una festa per tuo figlio.
  6. Le mamme lavoratrici sono più realizzate e gratificate. Spesso le mamme che lavorano sono più gratificate e soddisfatte e non concentrano sull’educazione dei figli tutta la loro realizzazione. Con tutti i rischi che questa prospettiva comporta.

 

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