Gravidanza: come rimanere incinta dopo un tumore

Si può rimanere incinta dopo un tumore? Quali sono le conseguenze delle cure sulla fertilità? Scopriamolo insieme

Una donna può rimanere incinta dopo un tumore? La risposta è si, anche se è sempre importante valutare caso per caso le situazioni che si presentano. Nelle donne guarite da un tumore la possibilità che la malattia si ripresenti è legata all’aggressività e allo stato in cui è stata diagnosticata. Solitamente comunque nel 70% dei casi il cancro dopo tre anni risulta inoffensivo. Proprio per questo i medici consigliano di attendere questo periodo prima di affrontare una gravidanza.

Rimanere incinta dopo un tumore

L’età media in cui le donne contraggono il tumore è di fra i 30 e i 40 anni. Quando la malattia appare in questa fascia d’età è importante che le pazienti si sottopongano al trattamento oncologico per sconfiggere il cancro, ma al tempo stesso pensino a preservare la loro fertilità. Prima di tutto è fondamentale essere informate riguardo gli effetti collaterali delle varie cure.

Gli effetti di chemioterapia, radioterapia e chirurgia sulla fertilità

Per quanto riguarda la chirurgia in caso di tumore al collo dell’utero esiste la possibilità di rimanere incinta dopo la malattia. Se viene diagnosticato allo stadio iniziale, la chirurgia permette di rimuovere il tumore conservando l’utero. Purtroppo invece se il tumore è ad uno stadio avanzato l’utero dovrà essere asportato. Ciò significa che la donna non potrà avere una gravidanza, ma non che non potrà più avere figli. Si possono infatti conservare gli ovociti che potrebbero essere fecondati e cresciuti nell’utero di altre donne, ovviamente non in Italia, dove la maternità surrogata non è resa possibile. Nel caso di tumori dell’ovaio, per una futura gravidanza è importante che il cancro sia localizzato in una sola delle ovaie.

Le donne che si sottopongono a radiografia nella zona addomino-pelvica, potrebbero avere problemi alle ovaie o all’utero. Nel caso di tumori cerebrali invece l’irradiazione del cranio potrebbe causare delle anomalie nell’ipotalamo e nell’ipofisi, che producono gli ormoni che favoriscono la maturazione degli ovuli e degli spermatozoi. Infine nel caso della chemioterapia si potrebbe verificare un blocco della produzione di estrogeni con conseguente menopausa temporanea.

Per tutti questi motivi nelle donne che si apprestano ad affrontare la cura di un tumore è fondamentale preservare il patrimonio ovocitario attraverso una serie di tecniche: dalla crioconservazione degli ovociti, alla stimolazione ovarica, sino al prelievo dell’ovaio con laparoscopia.

Gravidanza: come rimanere incinta dopo un tumore