Come far mettere il feto in posizione corretta

Esistono alcune strategie per far mettere il feto nella posizione corretta per il parto, utili se è podalico. Ecco quali

A poche settimane dal parto, normalmente il feto ha già assunto la posizione corretta, ossia con la testa rivolta verso il basso e i piedi verso l’alto. Tuttavia, nel 4% dei casi può succedere che il bambino si trovi nella posizione inversa, denominata “podalica”. Fino alle 32-34 settimane di gravidanza non c’è di che preoccuparsi: si può provare a far girare il feto tramite alcune strategie messe in pratica dalla madre o da uno specialista.

La manovra di rivolgimento

E’ l’unica strategia per la quale è scientificamente dimostrata una certa efficacia e
viene eseguita da operatori esperti solo in alcuni ospedali specializzati. Esercitando pressioni controllate sull’addome della futura mamma, sotto costante controllo ecografico, il ginecologo spingerà delicatamente la testa del piccolo verso il basso, così da favorire la sua rotazione. Il rivolgimento si può praticare a partire dalle 37 settimane di gravidanza. Tuttavia, è controindicato se la mamma ha avuto perdite ematiche, se il battito fetale presenta anomalie, in caso di oligoidramnios (scarso liquido amniotico) e se c’è stato un precedente parto cesareo.

Le strategie alternative

Ci sono alcune tecniche che la madre può sperimentare se vuole provare a far girare il bambino spontaneamente, che però non hanno alcuna validità scientifica.

  • Le tecniche posturali. Spesso, i ginecologi consigliano alle mamme dei semplici esercizi fisici, per facilitare l’apertura del bacino e indurre il bambino podalico a girarsi. La gestante può mettersi in ginocchio su un materasso o un grande cuscino con la testa appoggiata a terra e il bacino alto o camminare a quattro zampe per la stanza, per circa 15 minuti 3 volte al giorno, o ancora mettersi in posizione sdraiata sulla schiena, con dei cuscini sotto il bacino.
  • Le tecniche di rilassamento. Secondo alcuni specialisti, può essere utile dialogare con il bambino, così come cercare il contatto con le mani con il proprio piccolo. Una volta che il feto si è abituato alle carezze della mamma, si può cercare di attirarlo dolcemente verso la direzione giusta per farlo girare.
  • L’agopuntura. Con gli aghi vengono toccati i punti sui meridiani collegati a utero e pelvi. In questo modo, il piccolo dovrebbe ricevere l’impulso a girarsi.
  • La moxibustione. Con il calore della punta di un sigaro di artemisia acceso, si stimola il lato esterno del mignolo del piede, vicino all’unghia, per alcuni secondi. Si può sperimentare questa tecnica anche con l’aiuto del proprio partner o di un’ostetrica.
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