Come capire se sei incinta: ecco i sintomi più comuni

Ritardo, gonfiore del seno, stanchezza e sbalzi d'umore. Anche se per toglierti ogni dubbio, l'unica cosa da fare è il test di gravidanza

Quando inizia un concepimento, l’organismo femminile subisce dei cambiamenti per effetto della variazione ormonale. Sei hai avuto un rapporto non protetto e credi di poter essere incinta, è bene saper riconoscere alcuni sintomi tipici della gravidanza che possono comparire ancor prima di un ritardo del ciclo. Ricorda, però, che questi sintomi non si presentano sistematicamente: variano da donna a donna e spesso coincidono con i sintomi della fase premestruale o di comuni patologie.

Ritardo e assenza di mestruazioni
L’assenza di mestruazione è considerato il segno inequivocabile di una gravidanza, ma un ritardo può presentarsi anche in altre situazioni: ciclo irregolare, periodi di stress o per il semplice cambio di stagione. In ogni caso, se hai avuto un rapporto a rischio, il ritardo delle mestruazioni sarà un importante campanello d’allarme.

Gonfiore del seno
Si tratta di un sintomo abbastanza comune che si presenta ancor prima del ritardo delle mestruazioni. I seni si gonfiano per effetto degli estrogeni e i capezzoli possono diventare più grossi e doloranti. Attenzione però: il gonfiore del seno è spesso presente anche nella fase premestruale e, quindi, non vuol dire che tu sia di sicuro incinta.

Stanchezza, svenimenti o capogiri
Al principio di una gravidanza potrai sentirti più stanca, avere vertigini o svenimenti, a causa di un abbassamento della pressione sanguigna o per mancanza di zuccheri nel sangue.

Nausea e vomito
Anche questi sintomi si presentano con una certa frequenza, ma generalmente solo dopo alcune settimane.

Altri sintomi
La gravidanza si può manifestare con altri sintomi come mal di testa, irritabilità e sbalzi d’umore, voglia di urinare con frequenza e dolori addominali.

Ricorda che il metodo più sicuro per toglierti ogni dubbio è il test di gravidanza che trovi in farmacia e che può essere eseguito dopo soli 15 giorni dal presunto rapporto a rischio.

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