Ci sono cose che vedono solo i bambini e gli adulti non più

Lo sapete che ci sono cose che vedono solo i bambini? I neonati, infatti, non hanno ancora la "costanza percettiva" e vedono in maniera diversa dagli adulti. Scopriamo perché

Fino al quinto mese di vita ci sono cose che vedono solo i bambini e che gli adulti non sono più capaci di vedere. Il motivo alla base di questo particolare fenomeno è che, crescendo, nella vita dell’essere umano scatta un meccanismo noto come costanza percettiva. Si tratta di un sistema strettamente legato all’evoluzione che consente di riconoscere un dato oggetto anche quando l’ambiente in cui si trova o le condizioni di illuminazione cambiano. Oltre alla vista ci sono altre curiose differenze nel modo in cui i neonati vedono il mondo rispetto a come lo vedono gli adulti.

L’importanza della costanza percettiva dal punto di vista evolutivo è comprensibile pensando che i nostri antenati grazie ad essa erano in grado di riconoscere amici o nemici anche, ad esempio, nelle giornate nuvolose oppure di notte. Situazioni ambientali o di luce differente mostrano gli oggetti e le persone in maniera diversa e fino al terzo/quarto mese i neonati sono in grado di vedere queste differenze che con la crescita l’occhio non percepisce più.

La scoperta è stata fatta da un team di psicologi dell’Università di Chuo, in Giappone guidato da Jiale Yang. Lo studio è stato condotto su 42 bambini di età compresa tra i tre e gli otto mesi ai quali sono state mostrate coppie di immagini di oggetti reali. Lo scopo del test era quello di capire quali immagini i bambini considerano simili e per quali, invece, riconoscono delle differenze. In questo modo si è venuti a conoscenza del fatto che prima dei cinque mesi i bambini vedono in maniera totalmente differente dagli adulti.

I neonati tra i 3 e gli 8 mesi, ovviamente, non sanno ancora parlare e, dunque, i ricercatori hanno dovuto interpretare le loro “risposte” considerando il fatto che i bambini tendono a guardare più a lungo gli oggetti che vedono per la prima volta, mentre quelli che già conoscono catturano il loro interesse per meno tempo. Quindi i ricercatori hanno mostrato le immagini ai bambini e calcolato il tempo che rimanevano a guardarle. In questo modo si è evidenziato che prima dei cinque mesi i neonati sono molto bravi a notare differenze dovute a cambi di illuminazione che gli adulti non notano perché non vengono considerate importanti. Questa abilità si perde per permettere all’essere umano di muoversi con maggior successo in un mondo soggetto a costanti cambiamenti fisici.

Immagini: Depositphotos

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