Centri estivi, che stangata! Come scegliere

Finite le scuole comincia un nuovo tormento famigliare: la scelta del centro estivo. Tra costi elevati e proposta di detrarre le spese, le offerte regionali

Le scuole finiscono ma le famiglie non hanno (ancora) pace, almeno fino alla partenza per le vacanze. Perché chiuso un capitolo complicato, se ne apre un altro oneroso: Il centro estivo, stangata estiva temuta da quasi tutte le famiglie.

I costi sono molto alti, almeno per quanto riguarda quelli privati. Si viaggia sui  500 euro mensili. Ovvero circa 1000 euro per i due mesi estivi, che diventano in un attimo 2000 o 3000 per chi ha più figli. Tanto, troppo.

I costi scendono notevolmente se si parla di asili comunali. Ma l’offerta, soprattutto nel centro Italia, è praticamente inesistente.

Vediamo insieme, a seconda delle regioni, costi e offerta. Per aiutare a orientarsi nella scelta.

Intanto, se i bambini frequentano le scuole elementari già da lunedì 12 giugno bisogna organizzarsi (l’ultimo giorno di lezione è giovedì 8), se invece vanno ancora alla materna bisogna organizzarsi a partire dal 3 luglio.

I COSTI

Si va dai 50 (per i comunali) ai 130 euro a settimana. Secondo uno studio dell’Adoc il 60% delle famiglie vorrebbe fruire del centro estivo, ma solo il 25%, quindi una famiglia su 4, riesce a mandare i bambini almeno per una settimana. La scelta non è a buon mercato secondo l’associazione dei consumatori che parla di picchi spesa di poco inferiori a 300 euro a settimana: una soluzione che se dovesse essere adottata per i due mesi estivi avrebbe un costo di 1.320, cioè sottolinea l’Aduc uno stipendio. In merito invece ai centri comunali si spende in media tra i 35 ai 45 euro, con riduzioni dal secondo figlio in poi ed è gratuito per genitori con un Isee molto basso, ma tutto ciò è variabile da comune e comune.

Per questo motivo, L’Adoc ha lanciato la proposta di rendere detraibili le spese dei campi estivi come per le spese per l’istruzione scolastica. “Può essere un valido sostegno per le famiglie ed anche le strutture – afferma Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – in questo modo potrebbero incrementare gli investimenti, aumentare gli standard di qualità e sicurezza a vantaggio di tutti”

COME SI PAGA

In molti casi il Comune organizza i centri estivi, anche tramite polisportive o associazioni culturali e nelle scuole stesse. A Milano e Firenze si paga a seconda del reddito, tramite Isee, come avviene per la mensa scolastica. Si va dall’esenzione totale per chi ha un reddito fino a 3.000 fino a circa 200 euro per due settimane.

A Roma invece si paga un tot a settimana, dai 50 minimo ai 90 euro (con sconti nel caso si paghi per più di una settimana e si iscriva più di un figlio).

Nel caso del capoluogo lombardo, dove bisogna iscriversi presentando l’Isee, si può accedere solo se si è in regola con il pagamento della mensa scolastica. Questa è una clausola inserita quest’anno che, per chi non è stato sempre puntuale, può rappresentare un problema. Il vantaggio del centro estivo nella propria scuola è per il bambino di ritrovare spesso i compagni di classe ma può avere anche l’impressione di non staccare mai.

L’OFFERTA

Ogni centro estivo offre ai bambini attività diverse. Innanzitutto gioco e divertimento, dopo circa 9 mesi trascorsi sui banchi. E in generale, a seconda dell’età, laboratori manuali ed espressivi (dalla pittura al canto passando per il teatro e la giocoleria) e attività sportive e motorie in modo che tutti possano essere accontentati.

Se la scelta ricade su un centro estivo classico, che non abbia un’offerta specifica, la differenza ovviamente la fa chi organizza, quindi lo staff, il luogo in cui vengono svolte le attività e, non da ultimo, chi cucina (se il pranzo è compreso). Anche i giochi più antichi, dalla corsa con il sacco al gioco dell’oca e rubabandiera restano i più divertimenti del mondo se chi organizza sa capire e coinvolgere i bambini. Anche attività come la pittura, il teatro, il canto per chi non l’ha mai fatto l’insegnante giusto fa la differenza. Perché così come accade a scuola, i nostri figli restano nei centri estivi per almeno 6 ore.

I mesi estivi trascorsi in città possono anche essere un’occasione per imparare uno sport nuovo, approfondirne uno già praticato, avvicinare i bambini a una passione o fargli scoprire nuove attività. L’offerta non c’è dubbio è varia ma, bisogna dirlo, di solito i costi lievitano. Ci sono centri sportivi che, finiti i corsi invernali, offrono la possibilità agli allievi di continuare l’attività sportiva in modo da perfezionarla (corsi intensivi) e a chi non ha mai praticato il tennis o la pallavolo ad esempio di iniziare a conoscerli. I costi medi superano anche ampiamente i 100 euro a settimana.

Allo sport c’è chi preferisce la natura e gli animali. A Roma ad esempio il Bioparco offre diverse attività (occuparsi direttamente degli animali alla Fattoria degli animali domestici, scoprire le abitudini degli animali parlando con i guardiani del parco, cimentarsi nella cura dell’orto didattico oltre a partecipare a una grande varietà di attività ludiche, ricreative e di socializzazione come laboratori naturalistici, sportivi, teatrali espressivi, manuali e creativi). Il costo a settimana è di 140 euro comprensivi di pranzo e merenda del pomeriggio. Ma le attività offerte dai centri estivi sono davvero tanti: ci sono i corsi di vela, l’equitazione, il tiro con l’arco, l’arrampicata. Ovviamente, in ogni città le offerte sono differenti così come i costi.

Per i bambini che amano l’arte ad esempio a Firenze i Musei Civici Fiorentini e l’Associazione MUS.E propongono alle famiglie tre settimane di campi estivi nei musei, con la finalità di offrire ai bambini in vacanza l’occasione di stare bene con le arti e di familiarizzare con la storia della città. Si parte a giugno con il campus Intorno a Piazza Santa Maria Novella fra Museo Novecento e complesso di Santa Maria Novella, per poi ritrovarsi a settembre con le due settimane precedenti il riavvio delle lezioni, la prima orientata sul teatro Il contemporaneo fra arte e performance (4-8 settembre) presso PAC Le Murate e la seconda dedicata Alla scoperta dei musei della città (11-14 settembre).

Anche a Milano i musei aprono le porte ai bambini questa estate: il Mudec offre ad esempio un’avventura fotografica fra dinosauri, draghi e cavalieri dipinti; il Museo di Storia Naturale si prepara a un’estate di esplorazioni e divertimento con ‘Camp of clan’, il campus estivo con giochi nel parco, esperimenti nei laboratori, visite animate in museo, gite didattiche al Castello Sforzesco e all’Acquario Civico; mentre il Museo Archeologico ospita due campus estivi per bambini dai 7 agli 11 anni, tra archeologia, scoperte, mestieri e divertenti attività manuali.

Il museo Explora di Roma per l’estate 2017 ha un programma speciale: un viaggio appassionato tra miti e leggende per conoscere l’universo e la scienza attraverso il racconto di mitiche avventure, tra viaggi ai confini della realtà, personaggi eroici e valorosi, appassionanti sfide e fantastiche creature. Per il bambini che vanno dai 6 agli 11 anni il costo è di 176 euro a settimana compreso pranzo e le merende della mattina e del pomeriggio e la copertura assicurativa.

Nel corso dei mesi estivi i Servizi Educativi del Fai (Fondo ambiente italiano) organizzano per bambini e ragazzi speciali giornate in cui dei loro Beni alla scoperta di antiche ville, giardini e castelli.

Esistono anche centri estivi in cui si può approfondire una lingua straniera, con i bambini che svolgono le attività conversando ad esempio in inglese. Ci sono molti oratori infine che si organizzano per tenere i bambini: i ragazzi più grandi che frequentano quella parrocchia, supervisionati dal parroco, un po’ come dei fratelli maggiori organizzano le attività dei più piccoli, soprattutto giochi di gruppo. Il prezzo anche in questo caso varia, ma può capitare anche che sia gratuito con offerta libera: i bambini un po’ più grandicelli, dai 7 anni in su, giocano insieme per tutta la mattina e tornano a casa per l’ora di pranzo.

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