Bere birra in gravidanza aumenta il latte: falso mito?

Secondo una credenza popolare, bere birra aumenterebbe la produzione di latte materno. Ecco cosa dicono gli esperti

C’è chi sostiene che bere birra in gravidanza aumenti la produzione di latte materno. Ma quanto c’è di vero in questa teoria? In realtà, gli esperti sono concordi nell’affermare che non vi sia alcuna prova scientifica che bere birra favorisca una maggiore secrezione di latte. Al contrario, assumere alcol durante la gravidanza può nuocere alla salute del feto e gli effetti nocivi si possono riscontrare anche dopo la nascita, durante l’allattamento. Questo perché l’alcol assunto dalla gestante passa direttamente dal flusso sanguigno attraverso la placenta, per cui il bambino avrà la stessa concentrazione di alcol nel sangue che ha la madre.

Si può bere birra in gravidanza?

Sebbene alcuni studi confermerebbero che certe sostanze contenute nella birra – come ad esempio il malto d’orzo – vadano a stimolare la secrezione dell’ormone della prolattina, coinvolto nella produzione del latte, l’eventuale vantaggio viene tuttavia vanificato dagli effetti negativi dell’alcol.
Malgrado dunque lo si senta ripetere spesso, il consumo di birra non solo non favorirebbe la secrezione del latte ma, se assunta in quantità eccessive, potrebbe far male al bambino.
Gli effetti del consumo di bevande alcoliche, come la birra, sullo sviluppo del feto possono dipendere dalla quantità di alcol assunto e dal grado di sensibilità della madre. Non essendo stata ancora individuata la quantità minima di alcol che può comportare rischi per il nascituro, gli esperti consigliano di limitare – se non di abolire del tutto – l’uso di bevande alcoliche durante i nove mesi di gravidanza.
Stando al parere di alcuni medici, un consumo occasionale di bevande moderatamente alcoliche, come birra e vino, durante i pasti o comunque a stomaco pieno non sarebbe però dannoso.
Tuttavia, per vivere serenamente la gravidanza, è preferibile optare per la birra analcolica, che va assunta comunque con moderazione, facendo sempre attenzione all’etichetta. Anche questa bevanda, all’apparenza innocua, contiene infatti una minima quantità d’alcol (che, secondo la legge italiana, deve essere inferiore all’1,2%). L’ideale sarebbe quindi scegliere una variante di birra completamente priva di alcol, ma sempre senza esagerare, perché – sebbene per alcune donne in attesa sia un toccasana per allontanare le nausee – come tutte le bevande frizzanti tende a gonfiare lo stomaco, favorendo la ritenzione dei liquidi.

Bere birra in gravidanza aumenta il latte: falso mito?
Bere birra in gravidanza aumenta il latte: falso mito?