Assegno mantenimento, spese ordinarie e straordinarie

Come distinguerle e quando è possibile richiedere la revisione delle condizioni economiche

Gentilissimo Avvocato,
mio marito è divorziato da 6 anni ha due figlie una di 17 anni e l’altra di 13, per le quali lui fornisce come mantenimento 510 euro per entrambe. Inoltre da anni paga al 100% abbonamento autobus, libri scolastici, tasse scolastiche e da soli 2 anni le spese mediche e medicinali al 50% che la ex moglie ha sempre scaricato per intero con la sua dichiarazione dei redditi. Ha pagato tutto lui perché lei si è sempre lamentata di non avere soldi, dicendo che comunque in seguito gli avrebbe restituito il suo 50%. 
Sull’atto di divorzio è scritto che mio marito deve corrispondere alla sua ex moglie il 50% gli importi di cui alle spese straordinarie (spese mediche,e/o specifiche, ivi comprese quelle odontoiatriche e oculistiche, quali in via esemplificativa tiket sanitari,apparecchi correttivi, spese per l’istruzione e la formazione, quali in via esemplificativa tasse d’iscrizione, dotazione libraria, materiale didattico, gite, attività ricreative). Mio marito economicamente è messo non tanto bene, anche perché il lavoro è poco. Noi volevamo sapere quali sono le spese ordinarie che rientrano nell’assegno mensile erogato per il mantenimento. Mio marito può chiedere rimborso del 50%delle spese sostenute ad oggi? L’abbonamento dell’autobus non abbiamo nulla in mano: come è possibile chiedere rimborso? L’edicola oltre il biglietto ogni mese non rilasciava nulla. Rimaniamo in attesa di una sua risposta. Grazie

Buongiorno,
l’assegno di mantenimento che viene previsto in sede di separazione o divorzio comprende solo le spese ordinarie e non anche quelle straordinarie. Per le prime si intendono quei versamenti di denaro finalizzati a soddisfare i bisogni quotidiani dei figli e che il genitore non collocatario corrisponde con l’assegno di mantenimento mensile. In esse sono comprese le spese alimentari, di igiene personale e il vestiario.

Secondo una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione devono intendersi per spese “straordinarie” (escluse, quindi, dal suddetto mensile) quelle che, per la loro rilevanza, la loro imprevedibilità e la loro imponderabilità esulano dal consueto regime di vita dei figli, cosicché la loro inclusione in via forfettaria nell’ammontare dell’assegno potrebbe arrecare un grave pregiudizio nei confronti della prole, che potrebbe essere privata delle cure necessarie o di altri indispensabili apporti.

Pur non trovando la distribuzione delle spese straordinarie una regolamentazione specifica nelle norme che disciplinano l’assegno di mantenimento, deve ritenersi che la soluzione di stabilire in via forfettaria ed aprioristica ciò che è imponderabile e imprevedibile, non può essere accolta per il rischio che ciò possa ritorcersi negativamente sulle esigenze dei figli.

Quali sono, quindi, le spese qualificabili come straordinarie? Ebbene, quelle per interventi chirurgici, odontoiatrici, fisioterapia, cicli di psicoterapia e logopedia, occhiali da vista, lezioni private, attività sportive con relativa attrezzatura, viaggi di studio e quelle concernenti eventi ordinari non inclusi nel mantenimento, le spese per tasse scolastiche ed universitarie, per libri di testo di inizio anno scolastico, corsi di lingua straniera, corsi di teatro, corsi di musica, informatica, per viaggi di piacere, le spese sanitarie non rimborsate dal SSN tra cui le analisi cliniche e le visite specialiste. Queste spese straordinarie, non sono ricomprese nella determinazione dell’assegno di mantenimento, nemmeno  con l’eventuale consenso di entrambi i coniugi.

Con riferimento alla mutata situazione economica di suo marito, ai sensi dell’art. 9 della l. 898/1970 è possibile, qualora sopravvengano giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, richiedere la revisione delle condizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura del mantenimento.

Inoltre, per le singole decisioni più importanti, sempre con riferimento alle spese straordinarie in base ad una recentissima sentenza (Cass. Civ., sez. VI, 02/03/2016,  n. 4182),  non si configura più un obbligo di consultazione preventiva fra i coniugi per porre in essere tali spese, a patto però che esse rispondano al “maggior interesse” per i figli e, la mancata consultazione dell’altro coniuge, non fa venir meno il diritto di rimborso delle spese sostenute.

Con riferimento, quindi, al suo quesito circa l’eventuale rimborso delle quote corrisposte da suo marito sarà possibile richiedere il recupero delle spese straordinarie solo nel caso in cui sia in possesso dei relativi documenti giustificativi di spesa che comprovino i pagamenti sostenuti, specificamente determinati nel provvedimento di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Sulla classificazione delle spese del trasporto urbano, invece, i Tribunali si dividono, nel senso che alcuni (Tribunale di Rom, 5 maggio 2014 n. 9688) le classificano come spese ordinarie e rientranti nell’assegno di mantenimento, mentre altri, come il Tribunale di Bergamo e il Tribunale di Firenze, in base ai protocolli da essi redatti, qualificano tali spese come straordinarie per le quali non è richiesto il preventivo accordo con l’altro coniuge.

 

Avv. Lorenzo Puglisi
Avvocato specializzato in diritto di famiglia e minorile

Assegno mantenimento, spese ordinarie e straordinarie